Ricerca Finish: giovani meno consapevoli del problema idrico

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Milano, 01 ott. (askanews) – La scarsità dell’acqua non è un problema per giovani. I numeri parlano chiaro: in Italia 7 ragazzi su 10 nella fascia d età 14-17 anni ritengono che il problema idrico non riguardi il Pianeta, tutt al più aree e periodi dell’anno circoscritti. Non solo: c’è un 11% che non considera affatto l’acqua una risorsa a rischio. A scattare la fotografia sulla sensibilità degli italiani, soprattutto tra i più giovani, in materia di spreco e consumo di acqua, è una ricerca Ipsos per Finish che, anche quest’anno, torna con l’iniziativa Acqua nelle nostre mani, in collaborazione col Future Food Institute. Ne abbiamo parlato con Ludovica Codecasa, responsabile purpose Council e relazioni esterne di Reckitt.

“Il quadro che emerge è che i giovani hanno una minore consapevolezza in generale delle tematiche di sostenibilità ma anche un minore attivismo in casa nella vita quotidiana e domestica su quelle che sono le tematiche di sostenibilità ma anche dell’acqua quello che quindi vogliamo fare è proprio portare un’educazione sul tema della scarsità dell’acqua nelle scuole con un nuovo programma didattico informativo che andrà a coprire oltre 2.000 scuole medie”.

Nel nostro Paese solo 2 ragazzi su dieci si sentono ferrati sul tema della sosteniblità contro il 35% degli adulti, mentre si ferma al 58% la quota di coloro che sono attenti ai temi ambientali. Proprio per sensibilizzare i giovani il brand di Reckitt quest’anno porterà nelle scuole secondarie di primo grado un programma didattico-informativo realizzato, con La Fabbrica, che li vedrà protagonisti nella teoria e nella pratica per la prevenzione degli sprechi e il corretto utilizzo dell acqua. Alla fine il miglior progetto verrà premiato con un orto idroponico di cui gli studenti dell’istituto selezionato dovranno prendersi cura.

“In Italia con Finish in particolar modo andiamo a presentare l’iniziativa Acqua nelle nostre mani all’interno del palinsesto di Youth 4 climate Italy approvato della pre-cop 26 – ha spiegato – E un’occasione per noi molto importante di sfruttare questo momento storico molto fervido da un punto di vista di temi di sostenibilità di protezione dell’ambiente anche di ingaggio attivo dei giovani”.

Accanto all’informazione e all’educazione dei cittadini, il progetto Acqua nelle nostre mani prevede anche la tutela di alcuni prodotti agroalimentari a ricordare il rapporto imprescindibile tra agricoltura e acqua. In collaborazione con il Future Food Institute, infatti, il brand ha individuato dei progetti di intervento sul territorio per ridurre i consumi d’acqua e garantire la continuità di alcune coltivazioni:

“Con Future for Food Institute abbiamo iniziato a lavorare sin dal principio di Acqua nelle nostre mani proprio per la tutela delle eccellenze agroalimentari. Nel 2020 abbiamo deciso di ripristinare una fonte a Pollica per la tutela del Pomodorino giallo del Cilento. Quest’anno invece ci spostiamo in Sicilia che fra l’altro una delle zone più ad alto rischio di scarsità di acqua per la tutela del limone dell’Etna IGP. In questo caso l’obiettivo sarà quello di andare a risparmiare con un progetto di Smart Farming e Smart irrigation oltre 100 milioni di litri d’acqua entro la fine dell’anno”.

Sempre ai giovani è rivolto anche Cosmopolites un progetto di educazione civica gratuito che lo scorso anno ha coinvolto 29.000 studenti e insegnanti delle scuole secondarie e che quest’anno approfondirà temi urgenti come la transizione ecologica e il Next Generation EU.

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