Ricerca: individuato un codice tridimensionale del Dna -2-

Red/Apa

Roma, 22 gen. (askanews) -"Abbiamo portato avanti la nostra indagine sull'instabilità genomica e sugli aspetti meccanici del DNA - aggiunge Yathish Achar, primo autore dell'articolo - e ora, grazie a un approccio combinato, siamo riusciti a ricostruire la forma che assume dinamicamente il DNA in questo processo".

Gli attorcigliamenti che si verificano lungo il DNA vanno a formare una sorta di corolla di petali di un fiore, all'interno dei quali è protetta la sequenza di materiale genetico. Alla base dei petali il DNA assume una conformazione cruciforme, simile a delle spine. Queste strutture cruciformi possono essere aggredite danneggiando il materiale genetico. La cellula pertanto le protegge tramite una proteina specifica: HMGB1, altrimenti chiamata, non a caso, allarmina.

"Ho scoperto che l'allarmina protegge le strutture cruciformi alla fine degli anni Ottanta- ricostruisce Marco Emilio Bianchi, capo dell'Unità di Dinamica della cromatina IRCCS Ospedale San Raffaele e docente l'Università Vita-Salute San Raffaele - quando ero un giovane ricercatore. Ho continuato a studiare questa proteina, e le ho dato il nome allarmina, perché è anche coinvolta nella segnalazione del malessere di singole cellule al resto dell'organismo". Foiani e Bianchi avevano condiviso il laboratorio all'Università degli Studi di Milano oltre vent'anni fa "È bello ritrovare ora l'allarmina in questa ricerca, individuando un suo ruolo specifico in un codice prima inedito" conclude Foiani.

Oltre alla portata conoscitiva, la ricerca apre promettenti prospettive per l'individuazione di quei processi cellulari che consentono alla cellula tumorale di orchestrare il processo di riparazione e, quindi, per l'identificazione di bersagli farmacologici complementari nelle terapie anticancro. "Riuscire a identificare i processi che salvaguardano l'integrità del genoma e la sua organizzazione topologica - conclude Foiani - costituisce un significativo avanzamento delle conoscenze nella ricerca oncologica a livello molecolare, gettando le basi per l'identificazione di combinazioni terapeutiche sempre più mirate contro le cellule tumorali, senza danneggiare il genoma delle cellule sane". Le interazioni proteina-DNA rappresentano un bersaglio importantissimo per l'individuazione di strategie terapeutiche che mirino a prevenire l'espansione delle cellule tumorali.La ricerca condotta da Marco Foiani è stata possibile soprattutto grazie ai generosi finanziamenti di Fondazione AIRC.