Ricerca: Manifesto scienziati a sostegno della sperimentazione animale

webinfo@adnkronos.com

La sperimentazione animale è necessaria in molti ambiti per il progresso della ricerca biomedica, per trovare rimedi alle malattie, nuovi farmaci e vaccini, nonché per fornire le basi del sapere medico e veterinario. Tanto che "ben 97 su 109 premi Nobel per la medicina e la fisiologia (e tutti quelli degli ultimi 30 anni) sono stati assegnati per scoperte che hanno richiesto l'impegno di animali".  

Il Manifesto "Salviamo la ricerca biomedica in Italia" per il sostegno della sperimentazione animale, a fronte dei crescenti attacchi di animalisti, accusati di diffondere notizie false e di alimentare una campagna di sospetto e odio, è stato promosso da scienziati fra cui lo scopritore dei 'Neuroni specchio' Giacomo Rizzolatti, il farmacologo e fondatore dell'Istituto 'Mario Negri' Silvio Garattini, il Premio Nobel per la fisiologia del 2000, Eric Kandel e l'immunologa e premio Nobel per la medicina del 2008, Françoise Barré-Sinoussi.  

Il testo è stato sottoscritto, a ora, da oltre 11mila persone, "compresi premi Nobel, e da tante ricercatrici e ricercatori che difendono la dignità e il valore della ricerca", che chiedono "al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, e al Parlamento di adottare ogni iniziativa utile per permettere al nostro Paese di adeguarsi alla normativa europea in tema di sperimentazione animale (Direttiva 63/2010), per un maggiore equilibrio tra le esigenze della ricerca scientifica e quelle della protezione degli animali". (segue) 

"Gli animalisti, che rappresentano meno del tre per cento della popolazione, rifiutano categoricamente qualsiasi forma di impiego degli animali, sia per l’alimentazione sia per la ricerca scientifica. Costoro stanno esercitando una crescente pressione sull’opinione pubblica, sulla politica e sulla società per l’abolizione della sperimentazione animale. Diffondono notizie false, talora supportate da sedicenti esperti privi di qualsiasi competenza documentata, e alimentano una campagna di sospetto e odio nei confronti di chi opera a favore del progresso scientifico e della salute umana e animale", denuncia il Manifesto. 

"Dai risultati della sperimentazione animale sono derivati i testi e le basi su cui si formano i nostri medici, veterinari, psicologi e professionisti della salute. Inoltre, la sperimentazione animale ha reso possibili progressi medici rivoluzionari come gli antibiotici, i trapianti d’organo, la terapia di malattie come diabete, il Parkinson, la depressione, le paralisi da lesioni spinali, patologie cardio-vascolari e molte altre. Infine, è indispensabile che tutti i nuovi farmaci siano testati su modelli animali prima che sull’uomo, affinché soltanto quelli risultati più sicuri e promettenti possano essere sperimentati sui pazienti", aggiungono i promotori dell'iniziativa, chiedendo al pubblico di aderire alla campagna e di "non lasciare che la ricerca nel nostro Paese muoia e che le ricercatrici e i ricercatori italiani siano costretti ad abbandonarlo o a spostare le loro ricerche all’estero". 

"Tuttavia, persino chi si ciba di carne nutre a volte perplessità rispetto all’impiego degli animali nella ricerca (appena lo 0,001% rispetto agli animali utilizzati a scopo alimentare). Com’è possibile? Cadendo nell’inganno di una equivalenza tra sperimentazione animale e tortura, incarnata nel concetto dispregiativo di “vivisezione”".  

"Equivalenza insensata - si legge nel Manifesto- particolarmente in Italia, che è il paese con la legislazione più restrittiva d’Europa in materia di tutela degli animali utilizzati a fini scientifici. Animali come conigli e suini sono sottoposti a cure e tutele largamente superiori quando destinati ad un uso scientifico rispetto a quando allevati a scopo alimentare. I roditori, eliminati in quanto animali infestanti nelle nostre città, rappresentano quasi il 90% degli animali utilizzati per la ricerca, dove sono invece tutelati da rigide normative".  

"Infine, se gli scopi dell’esperimento richiedono la soppressione dell’animale al termine delle procedure, la legge impone che ciò avvenga da parte di personale adeguatamente formato senza arrecare sofferenza. L’impiego di animali per la sperimentazione è delicato, costoso, strettamente controllato dalle autorità competenti e viene evitato ogni qual volta esistano validi metodi alternativi", si legge nel Manifesto. 

"Ad oggi, l’uso degli animali è considerato ancora imprescindibile dalla comunità scientifica internazionale in molti settori di ricerca, come gli studi sul cervello, sulle dipendenze patologiche e sui trapianti, minacciati nel nostro Paese da una normativa inadeguata". 

Hanno assicurato il loro sostegno al Manifesto anche Associazione Internazionale Ricercatori Italiani (AIRIcerca), Associazione Luca Coscioni, European Animal Research Association (EARA), Federation of European Neuroscience Societies (FENS), Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV), Patto Trasversale per la Scienza, Società Italiana di Fisiologia (SIF), Gruppo 2003, Paolo Veronesi, Fondazione Umberto Veronesi.