Ricerca: studio italiano, possibile legame tra plastica e autismo

Roma, 14 mag. (Adnkronos Salute) - Un gruppo di ricercatori italiani ha identificato una possibile relazione tra plastica e autismo. La ricerca, effettuata da un'equipe della Neuropsichiatria infantile del policlinico senese Santa Maria alle Scotte, diretta da Joussef Hayek con il neonatologo Claudio De Felice, insieme al Dipartimento di chimica dell'università di Firenze, lo staff del Laboratorio Peptlab e l'università di Cergy-Pontoise di Parigi, ha studiato le caratteristiche di 48 pazienti del centro senese (con età media 11 anni), affetti da sindrome dello spettro autistico, confrontandoli con un gruppo di 45 coetanei sani.

"Abbiamo scoperto - spiega Hayek - una elevatissima escrezione urinaria di metaboliti di un noto plasticizzante, lo ftalato, estremamente diffuso nell'uso quotidiano. Abbiamo sintetizzato al PeptLab i 4 principali derivati ossidati del prodotto contenuto nella plastica e ne abbiamo cercato la presenza nelle urine dei pazienti con autismo infantile, confrontandoli con i dati di un gruppo di soggetti sani". Allo studio, pubblicato su 'Asn Neuro' dell'American Society for Neurochemistry, hanno contribuito i ricercatori Chiara Testa, Francesca Nuti, Mario Chelli e Paolo Rovero.

"I livelli più elevati di escrezione di ftalati sono stati rilevati solo nei bambini autistici; negli altri queste sostanze erano presenti ma non a livello significativo. La nostra ricerca - spiega all'Adnkronos Salute De Felice - conferma e amplia il concetto emergente della neurotossicità degli ftalati e l'ipotesi della vulnerabilità ambientale nell'autismo infantile". Insomma, "l'esposizione continua e costante a queste sostanze in soggetti geneticamente vulnerabili potrebbe avere un ruolo importante nell'autismo", conclude De Felice, assicurando che il team andrà avanti su questo filone di ricerca.

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