Ricerca: un videogioco nuova cura contro depressione adolescenti

Roma, 26 apr. (Adnkronos Salute) - Un videogioco invece che pillole per combattere la depressione negli adolescenti. E' la proposta di un gruppo di ricercatori dell'Università di Auckland che ha studiato i benefici sull'umore dei ragazzi di questo trattamento 'alternativo', con risultati positivi pubblicati sul British Medical Journal. Gli studiosi hanno messo a punto e utilizzato un gioco, Sparxs (Smart Positive Active Realistic X-factor), che è stato testato con successo da 168 teenagers, età media 15 anni, con disturbi depressivi.

Il gioco - in 3D, realizzato con fondi del ministero della Sanità neozelandese, che potrebbe essere commercializzato entro l'anno dopo la completa messa a punto - permette ai partecipanti di creare un avatar a propria immagine che può evolversi nel mondo fantastico. Funziona su sette livelli che, gradualmente, portano il paziente alla guarigione. Inizialmente il paziente-giocatore deve uccidere dei piccoli insetti, che rappresentano i pensieri negativi ('tutti mi odiano'; 'io sono una nullità') scoprendo così i sintomi della propria depressione e le tecniche di rilassamento. Il passo successivo permette di affrontare le emozioni più intense, come la collera, che va controllata dialogando con personaggi mostruosi attraverso risposte multiple. Le risposte selezionate, che puntano allo sviluppo di pensieri positivi, possono far accedere alla fase finale. A questo punto il giocatore ha avuto modo di conoscere il suo malessere e capire quando ha bisogno di aiuto.

Nel corso della ricerca i 168 giovani volontari, tutti ragazzi che avevano chiesto aiuto per risolvere i propri problemi, sono stati divisi in due gruppi uguali: uno ha testato il videogioco per 4 o 7 settimane, l'altro ha seguito una terapia classica con sedute dallo psicologo. Dopo tre mesi il 44% dei giocatori aveva superato la depressione contro il 26% degli altri pazienti. In compenso 'solo' l'81% dei giocatori avrebbe consigliato la terapia ad un amico contro il 96% dei ragazzi che hanno seguito la terapia tradizionale, considerata soddisfacente dai ragazzi . "I disturbi depressivi riguardano un quarto dei giovani durante l'adolescenza ma vengono curati in meno del 20% dei casi", ricordano Sally Merry e Karolina Stasiak, principali autrici della ricerca. "Sparx représenta una potenziale alternativa alle cure abituali e potrebbe essere utilizzata per curare almeno una parte dei ragazzi che non seguono terapie".

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