Richard Gere: "Ecco chi sono i migranti sulla Open Arms"

webinfo@adnkronos.com

"Hanno tutti toccato il mio cuore in tantissimi modi. Centoventuno persone... credo di aver parlato con quasi tutti. Hanno storie incredibili, vengono da un inferno vero e proprio, soprattutto quelle che arrivano dalla Libia". Richard Gere, attore e attivista per i diritti umani ha raccontato durante una conferenza stampa a Lampedusa gli incontri con i migranti a bordo della Open Arms. 

"Tutte le donne sono state stuprate, non una volta ma ripetutamente - ha detto -. La Libia è sotto il controllo di vari gruppi di milizie, per cui quando devono passare da una zona all'altra vengono violentate, gli uomini vengono torturati e messi in prigione. Non possiamo neppure immaginare quello che vive questa gente".  

Tra le storie che hanno toccato l'attore statunitense quella di "un ragazzino di 17 anni che parlava inglese perfettamente, mi ha detto: 'Ovunque sono passato per arrivare qui ho visto che mi consideravano una merce. Mi dicevano 'quanto denaro posso fare con te". E poi c'è il racconto di un gruppo di donne.  

"Una nonna, con la figlia e i nipotini. La madre è stata minacciata ogni volta che passava da una zona controllata da una milizia a un'altra. Le hanno detto che se non si fosse prestata a diventare una schiava del sesso avrebbero fatto del male a tutta la sua famiglia. E lei si è sacrificata, più volte, per proteggerli". Storie dalle quale per Gere emerge la forza di queste persone. 

"Hanno un animo fortissimo, sono riuscite a sopravvivere e ad arrivare sulla barca, hanno una profonda sensibilità d'animo. Hanno amore, affetto dentro di loro. A differenza di quello che dicono i governi e i politici la maggior parte di loro sono cristiani".