Richard Gere: "Non auguro il male a Salvini, mi muove quello che ho visto"

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Actor Richard Gere, right, talks with migrants aboard the Open Arms Spanish humanitarian boat as it cruises in the Mediterranean Sea, Friday, Aug. 9, 2019. Open Arms has been carrying 121 migrants for a week in the central Mediterranean awaiting a safe port to dock, after it was denied entry by Italy and Malta. (AP Photo/Valerio Nicolosi) (Photo: via Associated Press)
Actor Richard Gere, right, talks with migrants aboard the Open Arms Spanish humanitarian boat as it cruises in the Mediterranean Sea, Friday, Aug. 9, 2019. Open Arms has been carrying 121 migrants for a week in the central Mediterranean awaiting a safe port to dock, after it was denied entry by Italy and Malta. (AP Photo/Valerio Nicolosi) (Photo: via Associated Press)

L’estate del 2019 Richard Gere era sull’Open Arms, la nave ferma a largo di Lampedusa con 121 persone a bordo. Gli era appena stato spiegato da un suo amico da cui era in visita cosa significava la nuova legge sui migranti che quell’estate era al centro del dibattito pubblico. L’attore americano lo ricorda in un’esclusiva intervista al al Guardian.

Il mio amico mi ha detto: “Diventerà reato salvare migranti in mare”. Gli risposi: “Non può essere, è uno scherzo”. Voglio dire — questo avviene in Italia, un Paese così profondamente cristiano? Può diventare reato aiutare chi ha bisogno? Non potevo crederci, mi sembrava incredibile.

In quel momento il ministro dell’interno era Matteo Salvini, che ora affronta un processo a Palermo per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per avere impedito, secondo la Procura illegittimamente, alla nave di attraccare. Lo stesso processo dove l’attore sarà presente come teste. Al quotidiano inglese infatti rievoca le sensazioni che ha provato sulla nave.

“Ho provato vergogna: noi abbiamo così tanto, e non siamo in grado di aiutare questi nostri fratelli, queste nostre sorelle, che erano affamati e traumatizzati. Se avessero detto loro che la nave sarebbe dovuta tornare in Libia, si sarebbero buttati in mare, a costo di annegare. Ho sentito la responsabilità di portare loro tutto il sollievo possibile”.

La notizia dell’attore come testimone al processo non era passata inosservata, con Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che aveva definito Gere “un attore in cerca di visibilità”. Nell’intervista l’attore non si tira indietro dal ribattere.

In realtà, cerco l’anonimato, non la visibilità. E poi, primo: io non conosco questa gente, non li ho mai incontrati, ma dubito che abbiano mai preso una barca per andare a vedere, a sentire, a capire la situazione delle persone su cui le loro decisioni hanno un effetto. Se l’avessero fatto, ci sarebbe qualcosa di cui parlare. Non mi considero una star del cinema, sono uno dei 7 miliardi degli esseri umani su questo pianeta. Non so niente di politica, non auguro nulla di male a Salvini. Quello che mi muove è quello che ho visto, sono quelle persone, la loro sofferenza.

Gere ha infine sottolineato di essere “solo un testimone” e che dirà la verità “in nome di persone che non hanno voce”.

La replica di Matteo Salvini: “Il miliardario americano eviti di giudicare l’Italia e gli italiani”. ”Qualcuno avvisi il miliardario americano che grazie alla mia azione al governo abbiamo dimezzato il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo, assicurando degna accoglienza ai profughi veri” dice il leader della Lega Matteo Salvini dopo le recenti dichiarazioni di Richard Gere. “Se ignora le leggi italiane e le giudica lo stesso non fa bella figura, se lo lasciano indifferente morti, sofferenza ed illegalità, ha ben poco di cristiano e solidale. Io non giudico lui come uomo e attore e non giudico le leggi del suo Paese, lui eviti di giudicare l’Italia e gli italiani”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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