Richetti: "Io vittima di stalking"

Matteo Richetti
Matteo Richetti

La vicenda del senatore Matteo Richetti sta nuovamente rimbalzando tra social network, agenzie di stampa e testate giornalistiche. Il parlamentare di Azione è stato accusato (seppur indirettamente) di molestie sessuali. Dall’altra parte, però, Richetti si è difeso – con l’appoggio del suo partito – affermando che si tratta di stalking.

Richetti, tra accuse di molestie e stalking: la vicenda del senatore di Azione

Le carte sono state lette da Adnkronos mentre Fanpage ha riporato un video denuncia anonimo di una donna che ha detto di essere stata molestata più volte da un membro del parlamento. Il nome di Matteo Richetti non è mai spuntato fuori, ma l’associazione è stata immediata in quanto dal 2021 il senatore di Azione è virtualmente accusato di molestie sessuali.

Richetti aveva denunciato ignoti per stalking nel novembre 2021

Tutto ha inizio nel mese di novembre 2021 quando sui profili social di Matteo Richetti vi sono dei commenti che attaccano la sua persona. Alcuni lo insultano, altri lo accusano di cose mai fatti. I commenti negativi sono stati tantissimi ed erano riconducibili a più di una persona. Oltre ad essere stato preso di mira il senatore, erano finiti sotto attacco anche i suoi familiari, tra cui la figlia. Stanco di questo atteggiamento, Richetti aveva denunciato tutto alla polizia postale. Dopo le dovute indagini, sono stati “pizzicati” due profili fake e, dopo una perquisizione, non è stata trovata nessuna presunta donna molestata.

Quel video anonimo e la posizione di Azione

Il silenzio è stato rotto dopo che la testata giornalistica Fanpage ha pubblicato di recente il video di una donna che ha deciso di mantenersi anonima ed ha denunciato pubblicamente di essere stata molestata da un parlamentare di cui è ignoto sia il nome sia il partito d’appartenenza. Allora, quelle accuse a Richetti sono tornate attuali e nei trend dei principali social. Questa volta però la vicenda, ormai alla gogna mediatica, ha interessato tutto il partito Azione, che ha dichiarato in un comunicato: “Da un anno il senatore Richetti ha denunciato alla magistratura e alla polizia postale attività di stalking e minacce riconducibili a una donna già nota alle forze dell’ordine. Attraverso messaggi contraffatti, finti account social e telefonate, la persona in questione sta molestando da mesi il senatore e la sua famiglia. Tutto il materiale è in mano alla magistratura“.

Richetti denuncia ancora e si difende dalle accuse di molestie

Non solo Azione è uscito allo scoperto, ma anche Richetti stesso. Il senatore ha fatto sapere di essersi nuovamente rivolte alla polizia postale lo scorso 13 settembre 2022, in quanto “da alcuni mesi sono a conoscenza dell’esistenza di un dossier diffamatorio a mio carico recapitato all’indirizzo di numerose redazioni e testate giornalistiche”. Come si legge poi sull’Adnkronos, che ha preso visione di tutte le carte del caso, sembra che le collaboratrici appartenenti allo staff di Azione sarebbero state contattate da una giornalista freelance, la quale le avrebbe “invitate” a “rivelare eventuali approcci sentimentali subiti, dichiarando di agire nell’interesse e tutela delle donne“.

Richetti: “Dossier altamente lesivo”

Non soddisfatto, Matteo Richetti ha voluto parlare con la giornalista chiedendole di visionare la documentazione di cui era in possesso. La freelance, la cui identità è ignota, avrebbe mostrato alcuni messaggi al senatore. Richetti ha definito quei messaggi come “totalmente artefatti“. Poi ha aggiunto che il dossier sul suo caso è “altamente lesivo della mia reputazione oltretutto in considerazione del periodo elettorale e della mia candidatura alle prossime elezioni politiche“.

Richetti ha querelato Fanpage

Il senatore Matteo Richetti ha deciso di non lasciare impunita la testata giornalistica che ha diffuso il video anonimo, e dunque, come si legge in una nota di Azione: “ll senatore e presidente di Azione Matteo Richetti ha dato mandato ai propri legali per procedere in sede civile nei confronti di Fanpage, del direttore responsabile e degli altri soggetti responsabili per gli articoli e i video diffamatori nei suoi confronti pubblicati in questi giorni”.