Richetti si astiene su fiducia: per coerenza non posso dire sì

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Roma, 10 set. (askanews) - "Non voterò contro alla fiducia ma mi asterrò", per "non cumulare il mio voto a quello della Lega". Matteo Richetti, senatore Pd, conferma in Aula il suo dissenso rispetto al governo Conte bis: "Io non faccio hashtag, 'senza di me' io lo dico in questa Aula", ha rivendicato.

Richetti riconosce questo come "uno dei giorni più difficili per me" ma a Conte rimprovera quanto condiviso in un anno di governo con la Lega: "Dopo questo voto lei sarà anche il mio presidente del Consiglio ma non avrà la mia fiducia. Se il suo vicepresidente del Consiglio non ha collaborato alla sua informativa sui soldi russi doveva dirlo il giorno che si è presentato in Aula, non dopo". Ancora: "Lei ha posto la sua firma sui decreti sicurezza" e "non posso votare la fiducia dopo che lei ha messo la sua firma in calce a provvedimenti che hanno reso questo paese meno civile, meno democratico, meno liberale". E soprattutto: "Se Matteo Salvini non avesse staccato la spina lei sarebbe ancora il premier del precedente Governo. Un presidente del Consiglio degno di questo nome avrebbe detto le cose che ha detto oggi molto prima e poi avrebbe staccato la spina".

Dunque "non posso per coerenza votare la fiducia a un governo nato su basi di convenienza e ambiguità". A giudizio di Richetti, "doveva farsi un altro tentativo per dare un governo al Paese, far vedere che un governo nasceva dal coraggio, non dal cinismo. Una fase nuova richiedeva un premier nuovo, un ministro autorevole alla Farnesina".