Richiedente asilo iraniana potrebbe essere rimpatriata da Filippine -5-

Red/Mos

Roma, 7 nov. (askanews) - In precedenza, Mark Perete, sottosegretario presso il dipartimento di Giustizia filippino, ha affermato che "l'unica ragione per cui è stata detenuta all'aeroporto [...] è solo a causa di quel mandato emesso contro di lei".

Il 6 novembre, Leila de Lima, senatrice filippina e prigioniera di coscienza per Amnesty International, ha espresso preoccupazione per il caso di Bahareh Zarebahari e ha esortato il governo delle Filippine a considerare la domanda di asilo in conformità con il diritto internazionale dei diritti umani.

In base al diritto internazionale, tutti gli stati hanno il diritto di regolare l'accesso e la residenza degli stranieri sul loro territorio e di rimpatriare le persone che sono irregolarmente presenti sul loro territorio nel loro paese di origine. Tuttavia, come qualsiasi altro stato, le Filippine sono vincolate dal principio di non respingimento, che è la pietra angolare del diritto dei rifugiati, sancito dal diritto internazionale consuetudinario. In base a questo principio, ai governi è vietato rimpatriare chiunque in un paese in cui sarebbe a rischio di gravi violazioni dei diritti umani.