Riciclaggio con metodo hawala: 16 arresti e sequestri per 1,7 mln

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 22 mar. (askanews) - Sedici arresti (11 in carcere e 5 ai domiciliari), una ventina di perquisizioni e il sequestro preventivo disponibilità finanziarie e beni per un valore complessivo di 1,7 milioni di euro. E' il bilancio della maxi operazione "Cash Away" condotta dalla Guardia di Finanza contro un'organizzazione criminale con base a Milano e nell'hinterland ma attiva in Italia e all'estero. I personaggi chiave dell'inchiesta condotta dai pm di Milano Francesca Crupi e Adriano Scudieri con il coordinamento del procuratore aggiunto Laura Pedio sono due broker hawala di origine egiziane, ritenuti dagli inquirenti come "promotori" del gruppo specializzato nel riciclaggio di denaro illecito, provento di reati come abusiva prestazione di servizi di pagamento o emissione di fatture inesistenti.

Le indagini hanno fatto emergere due distinti modus operandi di raccolta e trasferimento di denaro di provenienza illecita. Secondo la ricostruzione degli investigatori delle Fiamme Gialle, i due broker, attraverso la classica "hawala", raccoglievano ingenti somme di denaro di provenienza illecita per poi trasferirli in Italia e o in paesi come Egitto, Spagna, Malesia. Uno sistema basato sulla compensazione di partite finanziarie e sull'utilizzo di "codici" che i clienti dovevano comunicare ai broker per dare corso alle operazioni. Prestazioni illecite che assicuravano ai due broker una commissione variabile tra il 2 e il 5%.

E' inoltre emerso che due broker consegnavano il denaro ricevuto in contanti dai clienti a una imprenditori italiani compiacenti. Questi ultimi provvedevano a bonificare gli importi equivalenti ad alcune società, italiane o estere, indicate dagli stessi clienti, giustificando le movimentazioni finanziarie in uscita con fatture collegate ad operazioni inesistenti. Le somme trasferite venivano poi riciclate in varie parti del mondo attraverso rimesse finanziarie destinate a società estere in Repubblica Ceca, Malesia, Francia, Danimarca e Belgio.

Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno fatto emergere monimentazioni di denaro per 100 milioni di euro su 193 rapporti utilizzati dai componenti dell'associazione criminale. Gli indagati, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, avevano inoltre stipulato accordi di fatturazione fittizia pari a oltre 3milioni di euro.