Ricordando Falcone: tre innovazioni per combattere le mafie

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Roma, 22 mag. (askanews) – Velocizzazione del processo penale con dibattimenti centralizzati a livello distrettuale; migliore gestione dei beni e delle imprese sottratti alle mafie, il cui obbiettivo è non far funzionare le aziende e le attività confiscate; protezione non solo dei testimoni e collaboratori di giustizia, ma anche dei cittadini che denunciano, per esempio il pizzo: sono le proposte del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho in una videointervista ad askanews, nel ventinovesimo anniversario della strage di Capaci.

“La lezione di Falcone -dice Cafiero De Raho – si riassume nei tre pilastri che guidano il contrasto alla criminalità organizzata: centralizzazione e distribuzione delle conoscenze grazie alla banca dati del circuito giudiziario antimafia; seguire il percorso del denaro e attraverso i flussi finanziari ricostruire i legami; collaborare attivamente a livello internazionale. Sono tutti elementi che nascono dall’idea di Falcone di uffici giudiziari in grado di combattere la mafia in tutte le sue manifestazioni, che ha dato luogo a una legislazione molto avanzata che èun modello nel mondo”.

Per evitare le infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti del Recovery Plan, Cafiero De Raho sottolinea le attività di prevenzione, monitoraggio e repressione, gia’ in atto per esempio per gli appalti legati alla pandemia: “Già nel marzo 2020 abbiamo istituito tavoli tecnici con Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Ufficio delle Dogane per individuare le migliori strategie per contrastare l’infiltrazione delle mafie nelle imprese e le importazioni sospette di dispositivi medici per milioni e milioni di euro effettuate dalla criminalità organizzata attraverso società costituite in Paesi con cui è più difficile la cooperazione”.

Sulla frase di Falcone che diceva che come tutti i fenomeni storici la mafia ha avuto un inizio e avrà una fine, il Procuratore antimafia conclude: “La mafia ha la capacità di trasformarsi e mimetizzarsi. La mafia dei territori è diventata mafia degli affari ed e’ in grado di penetrare nei settori economici più redditizi dove reinvestire i proventi dei traffici illeciti, soprattutto del traffico di stupefacenti. Per cui diciamo che la fine della mafia si puo’ sicuramente prevedere, ma non è a breve termine”.