I nostri ricordi sono a rischio: la profezia di Mr. Google

Angela Iannone
Broker ai loro computer a Mumbai. REUTERS/Danish Siddiqui

Con le moderne tecnologie possiamo immortalare veramente ogni istante della nostra vita. Se nell'epoca dell'analogico ci riflettevamo attentamente prima di scattare una foto e di "bruciare" uno dei nostri 36 preziosi scatti - se avevamo esagerato con il rullino - oggi è tutto un selfie, un video, una foto. Macchine digitali, smartphone, Google Glass, la nostra memoria è archiviata in pixel e byte. Attenzione però, perchè tutto potrebbe sparire in un istante e i nostri ricordi inghiottiti dal più grande buco nero dell'informazione mai esistito. Parola di Mr. Google.

La premonizione arriva da Vinton Cerf, uno dei padri fondatori di Internet: durante un convegno della American Association for the Advancement of Science, Cern ha dichiarato che i milioni di file, documenti, blog, foto, video, tweet e post che quotidianamanente lanciamo in Rete scompariranno. Motivo? Incompatibilità di formati: i formati attuali dei documenti diventeranno obsoleti e arriverà il momento in cui saranno illeggibili.  "Stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che potrebbe diventare un buco nero dell’informazione senza nemmeno accorgercene" ha affermato Cerf nel corso del meeting. "Digitalizziamo le cose perché pensiamo di preservarle, ma quello che non capiamo è che, a meno che non vengano intraprese altre azioni, queste versioni digitali non sono meglio degli artefatti reali. Forse sono anche peggio".  

Il rischio è che le generazioni future si troveranno con un gap, un vuoto informativo provocato proprio dall'inaccessibilità dei nostri dati attuali, facendoci piombare in un Medioevo 2.0. Il consiglio di Cern è lapidario: "Se avete foto a cui tenete, stampatele". Foto e altri file, che noi consideriamo immortali, potrebbero non aprirsi più da un giorno all'altro, facendoci perdere buona parte dei ricordi della nostra vita. Che se sommata alle vite di tutti noi, sarebbero un grande, immenso, buco di informazioni. "Non vogliamo che le nostre vite digitali scompaiano. Se vogliamo preservarle dobbiamo assicurarci che gli oggetti digitali che creiamo oggi siano ancora accessibili nel futuro". E quindi su carta, materiale che ci accompagna da millenni e che non ci ha mai abbandonato.