I rider non entrano nel "decreto dignità"

Claudio Marincola

Il sogno era intestarsi come primo atto la battaglia dei Rider, farla propria, presentarsi come un esercito di liberazione dal cottimo, sventolare la bandiera dei sub-lavoratori, gli ultimi, i fattorini che effettuano consegne a domicilio tramite piattaforme on line. Niente da fare, non sarà possibile. Il cosiddetto "decreto dignità", il primo atto del neonato che il Consiglio dei ministri varerà domani conterrà altri punti qualificanti, ma per ora non modificherà di una virgola le acrobazie a domicilio dei giovani gig workers, simbolo della precaria condizione giovanile, l'occhio strizzato agli amici del web.

Tutto è rimandato al prossimo 2 luglio, quando il vice premier Luigi Di Maio incontrerà al suo Ministero le aziende del settore per aprire un tavolo aperto di concertazione. E solo allora si potrà parlare di nuove norme ed eventualmente di contratto nazionale di lavoro. Al momento l'unico risultato recapitato a domicilio al vicepremier è l'assunzione a tempo pieno di 45 riders di Domino's pizza. Consegna ampiamente pubblicizzata sui social.

Governare non è come stare all'opposizione, si sa. Ed ecco che un passo indietro si registra anche sul fronte benzinai, frutto di un incontro pomeridiano: l'obbligo di fatturazione elettronica per la vendita di carburanti a chi ha la partita Iva per ora slitterà al gennaio prossimo. È bastato agitare l'arma incendiaria dello sciopero dei distributori per ottenere una proroga di sei mesi. Proroga che riguarderà anche il commissariamento dell'Ilva.

CALCIO DI INIZIO

Non si fa mistero poi che lo staff del ministro dello Sviluppo aspetti la prima uscita ufficiale del Cdm come un calcio di inizio. La controffensiva alle bordate a tutto campo di Salvini. I "fatti concreti" contrapposti alla logorrea dell'alleato leghista. Ma è altrettanto vero che la bozza con le nuove norme in materia di lavoro subordinato è stata sottoposta a varie correzioni. Alcuni punti riscritti di sana pianta, altri cancellati con...

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