Rider sfruttati e irregolari, aperta inchiesta

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Mancato rispetto delle tutele contrattuali, norme igienico-sanitarie carenti, pericolosità nei confronti degli altri utenti della strada: è un'indagine a tutto tondo quella che la procura di Milano sta conducendo sui rider, i fattorini che consegnano pasti a domicilio per conto delle piattaforme di food delivery.  

A tutti questi aspetti, nel mirino degli investigatori milanesi da luglio, si è aggiunta in un secondo momento la scoperta che tra i lavoratori ci sono diversi immigrati irregolari. Un nuovo punto da approfondire per i pm che stanno seguendo il caso, l'aggiunto Tiziana Siciliano e il sostituto Maura Ripamonti, che hanno già provveduto a contattare diversi rider, oltre ai sindacati e alle società datrici di lavoro, per fare il punto della situazione. 

Gli accertamenti sul fenomeno dei fattorini sono partiti all'inizio dell'estate, quando la procura - "per precauzione", come riferiscono fonti investigative - ha deciso di affidare alla polizia locale una serie di controlli, condotti tra luglio e agosto. A settembre è arrivata la decisione di aprire un fascicolo sul caso, per il momento senza reato e senza indagati. Sul tavolo dei procuratori milanesi Siciliano e Ripamonti c'è ora una "massa di documenti" da analizzare. Si va da ciò che concerne il rispetto del decreto legislativo 81/2008, il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si applica non solo ai lavoratori subordinati ma anche agli autonomi, come spesso sono i rider. Ma si arriva fino ai problemi igienico-sanitari, con il cibo - per esempio - trasportato spesso a temperature non idonee. E' stato proprio durante i controlli a campione condotti dalla polizia locale di Milano che sono stati identificati alcuni migranti irregolari. Su 30 rider fermati, 3 sono risultati stranieri non in regola. L'ipotesi degli inquirenti è che alcuni fattorini, regolarmente titolari di un rapporto di lavoro con le piattaforme in questione, abbiano venduto il proprio account a immigrati non in regola.  

Il fascicolo aperto dalla procura di Milano sul fenomeno dei rider è 'a modello 45', cioè senza ipotesi di reato. Ma la scoperta di stranieri irregolari tra i lavoratori potrebbe portare ora i pm Tiziana Siciliano e Maura Ripamonti a un'accelerazione nella formalizzazione delle accuse. Alle piattaforme di food delivery, qualora venga accertata la loro responsabilità nell'aver fatto lavorare persone non in regola, potrebbero essere contestati i reati di occupazione di stranieri irregolari o di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, come si apprende da fonti investigative. Nei confronti dei fattorini verranno invece applicate le norme in vigore in materia di immigrazione. La procura nel frattempo si è già mossa per convocare e ascoltare i rider, i sindacati e le società. Ma "auspica" che altri lavoratori possano farsi avanti e denunciare loro stessi situazioni di irregolarità o sfruttamento. Solo quando si avrà un quadro completo sul fenomeno, si procederà con la formulazione delle ipotesi di reato.