Riders, M5s: Italia prima in Ue a introdurre tutele

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Roma, 24 gen. (askanews) - "L'Italia è il primo Paese europeo ad aver introdotto una disciplina di riferimento sul lavoro dei Riders, ora peraltro all'attenzione dell'Unione europea, che guarda con interesse al nostro diritto interno per introdurre una disciplina analoga a livello comunitario. Grazie al M5S, il nostro è stato il primo Paese dell'Ue a riconoscere ed estendere i diritti e le tutele del lavoro subordinato a quell'esercito di operatori della gig economy, finora considerati invisibili". Lo affermano in una nota i senatori del M5S della commissione Lavoro di palazzo Madama, dopo la pronuncia della Cassazione sui riders torinesi.

"Oggi, infatti, la Cassazione - proseguono - riconosce pienamente in modo chiaro, preciso e puntuale a questa categoria di lavoratori le caratteristiche del lavoro subordinato 'quando l'etero-organizzazione, accompagnata dalla personalità e dalla continuita' della prestazione, è marcata al punto da rendere il collaboratore comparabile ad un lavoratore dipendente, si impone una protezione equivalente e, quindi, il rimedio dell'applicazione integrale della disciplina del lavoro subordinato'". "Se oggi l'Italia si è dotata di una disciplina di base, ancor prima della pronuncia della Cassazione che arriva in seguito ad un contenzioso instaurato proprio perché non esisteva una normativa di riferimento - concludono - si deve alla caparbietà e alle battaglie per i diritti che il M5S e i ministri del Lavoro Luigi Di Maio prima e Nunzia Catalfo dopo hanno portato avanti in questi mesi".