Ridotti gli autobus a Como per la didattica a distanza

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A Como si è verificato un caso che definire inusuale, soprattutto considerato il periodo dato dall’emergenza di Coronavirus, è poco. Anzichè aumentare le corse degli autobus, in considerazione del fatto che si dovrebbe favorire il distanziamento sociale, come più volte ripetuto anche dall’ISS (Isituto Superiore di Sanità), in determinate fasce orarie poi, causa afflusso di lavoratori pendolari, l’ASF Autolinee è andata nella direzione opposta. Con un comunicato infatti, ha deciso di ridurre alcune corse. La causa? La didattica a distanza.

Como, ridotte le corse dei bus

A Como, l’ASF Autolinee, l’azienda che gestisce il trasporto su strada, va in controtendenza rispetto a quelle che sono le linee guida, non solo imposte, per limitare la diffusione del Covid, ma anche del buon senso, decidendo di ridurre una decina di corse. E la causa, addotta dall’azienda per una simile decisione, sarebbe il ritorno alla didattica a distanza, la famosa dad. Scelta incomprensibile ai più, tenendo conto che la Lombardia attualmente è prima, tra le regioni italiane, per numero di contagi. Solo nella giornata del 28 Ottobre si sono registrati 7558 nuovi contagi; mentre nella giornata del 27 Ottobre, proprio a Como, si è sfiorato il record di positivi di 215 unità nell’arco di 24 ore.

Il comunicato dell’azienda

Come si legge nel comunicato rilasciato da Fulvio Torregiani, direttore di esercizio di Asf Autolinee: -“Si tratta di una riduzione minima come si può facilmente evincere dai numeri. Si tratta infatti di una riduzione di 20 corse su 676 effettuate giornalmente, pari a meno del 3% del totale, e non si tratta in nessun modo di un ritorno all’orario estivo che, invece, prevede 525 corse (-23%). È inoltre frutto di una decisione presa in accordo con l’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale, anche alla luce della frequenza media molto bassa registrata nei giorni scorsi su queste corse. Basti dire che in questi primi due giorni in cui si è adottata la didattica a distanza abbiamo registrato un calo del 75% degli utenti. Oltretutto abbiamo scelto di rimodulare solamente corse specificatamente scolastiche, su linee urbane che hanno tempi di attesa molto ridotti fra una corsa e l’altra (circa 15 minuti), in modo da non provocare disagi agli utenti che continuano a utilizzare i nostri mezzi”.