Riecco Bannon e Viganò contro Francesco. Allarme rosso a Baltimora

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Steve Bannon, Papa Francesco e Carlo Maria Viganò (Photo: Getty)
Steve Bannon, Papa Francesco e Carlo Maria Viganò (Photo: Getty)

Allarme rosso a Baltimora. Al grido di “Quando è troppo è troppo “, la destra sovranista americana capitanata dall’ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon, manifesterà domani accanto al Baltimore Waterfront Marriott, l’hotel che ospita la Conferenza episcopale americana (che deve decidere sulla comunione al Presidente Biden) e dove l’ USCCB si riunirà per la prima volta in presenza dal 2019, dal 15 al 18 novembre.

L’incontro dell’USCCB è importante perché lì si vota su un documento sul sacramento della Comunione. Sebbene il documento dovrebbe essere meno “politico “di quanto inizialmente temuto da alcuni critici, la controversia sulla sua creazione ha attirato l’attenzione internazionale dopo che alcuni vescovi hanno spinto per negare l’Eucaristia ai politici cattolici, pur personalmente contrari, che sostengono il diritto legale all’aborto, a partire dal Presidente Joe Biden e dallo Speaker della Camera Nancy Pelosi. Questione che è stata anche affrontata da Biden nel suo incontro in Vaticano il 29 ottobre con Papa Francesco, che lo ha autorizzato a riferire ai giornalisti che lo considera un “ buon cattolico” e lo ha incoraggiato a continuare a fare la Comunione.

Formalmente la protesta sovranista di Baltimora si autodefinisce un “raduno di preghiera” pianificato da Church Militant, una controversa organizzazione mediatica cattolico conservatrice già nota per aver sposato una retorica incendiaria e che è condannata dai critici come provocatoria, razzista e omofoba.
L’evento secondo gli organizzatori è progettato per esprimere una serie di rimostranze contro i vescovi degli Stati Uniti, a cominciare dall’insufficiente risposta alla piaga della pedofilia. Ma il vero obbiettivo è quello di supportare una decisione sull’ Eucaristia che vada contro Biden e contro Papa Francesco, che è la vera bestia nera dei sovranisti.

Tanto che ieri è tornato a farsi sentire con un’ intervista l’ex Nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò ( che aveva benedetto la manifestazione No Vax che ha portato all’assalto alla sede Cgil di Roma e la manifestazione No Vax dei portuali di Trieste). Viganò in un’ intervista on line pubblicata ieri ha affermato: “L’asservimento di Bergoglio all’ideologia globalista è talmente scandaloso da essere compreso anche dai comuni fedeli, che in virtù del sensus fidei colgono l’indole eversiva di questo “pontificato” e si rifugiano nell’idea che Benedetto XVI sia il vero Papa. Di certo l’inquilino di Santa Marta - prosegue - si pone oggi come candidato alla presidenza della Religione Mondiale, come auspicato dalla Massoneria e pianificato dal Nuovo Ordine; o quantomeno come colui che ha introdotto nel Sacro Collegio il futuro papabile a ricoprire questo incarico.”

Church Militant, che ha sede a Detroit è che è noto anche come St. Michael’s Media, ha organizzato proteste simili fuori dal Marriott durante gli ultimi incontri dell’USCCB. Ma lo sforzo di quest’anno ha attirato ulteriore attenzione per l’inclusione tra gli di oratori di Milo Yiannopoulos, di estrema destra, e di Bannon, che venerdì 12 novembre è stato incriminato per oltraggio al Congresso per aver sfidato un mandato di comparizione del comitato della Camera che indaga sull’insurrezione del 6 gennaio con violazione di Capitol Hill (tutti ricordano l’ invasione dei manifestanti capitanati da uno di loro vestito da sciamano). Viganò benedisse anche l’assalto a Capitol Hill in un’intervista concessa proprio a Bannon pochi giorni prima.

La notizia della partecipazione di Yiannopoulos e Bannon ha suscitato preoccupazione tra i funzionari della città di Baltimora, che a settembre hanno chiesto al tribunale locale di vietare la manifestazione. Gli avvocati della città hanno citato problemi di sicurezza, notando nel loro ricorso che la violenza è scoppiata in eventi passati guidati da Yiannopoulos e che Bannon ha chiesto in passato la decapitazione di avversari politici, quali l’infettivologo Anthony Fauci e il direttore dell’FBI Christopher Wray .

Inoltre, gli avvocati della città di Baltimora hanno accusato il fondatore della Church Militant Michael Voris di lodare le persone che hanno attaccato il Campidoglio degli Stati Uniti il ​​6 gennaio. Durante una trasmissione quel giorno, Voris ha definito gli insorti “patrioti americani” che erano “stanchi delle elezioni fraudolente” - un riferimento alle affermazioni ampiamente smentite di massicci brogli elettorali durante le elezioni del 2020. Church Militant ha respinto le accuse e ha insistito sul fatto che la loro manifestazione fosse lecita, citando il loro diritto alla libertà di parola del Primo Emendamento. Un giudice federale si è pronunciato in loro favore il mese scorso, dando così il via libera alla protesta di domani. “Siamo delusi dalla decisione della Corte e rimaniamo preoccupati per la potenziale minaccia alla sicurezza pubblica per la proprietà di Baltimora City rappresentata dalla manifestazione”, ha dichiarato in una nota Cal Harris, direttore delle comunicazioni del sindaco.

Un portavoce di Church Militant ha detto al Religion News Service che il raduno, ha lo scopo di “fornire un luogo e una voce per centinaia di migliaia di vittime degli abusi dei vescovi (fisici, finanziari, spirituali, liturgici).” Secondo l’Associated Press, Yiannopoulos ha testimoniato di voler parlare all’evento perché è sopravvissuto ad abusi sessuali da parte di un prete e vuole incoraggiare gli altri a “affrontare i facilitatori e gli abusatori”. Sul fronte opposto, una coalizione di gruppi cattolici di orientamento liberale sta pianificando una protesta separata . Chiamando la loro manifestazione “Pane, non pietre”, gli organizzatori hanno in programma di pregare fuori dall’hotel per esprimere disapprovazione di quelli che descrivono come sforzi dei vescovi per politicizzare l’Eucaristia. Le organizzazioni che aiutano a radunare questa seconda protesta includono Catholics for Choice, Women’s Ordination Conference, DignityUSA.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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