Rifiuti, 10 casi che non trovano più la strada del riciclo -4-

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Roma, 25 lug. (askanews) - Concludendo, sottolinea il report di Circular Economy Network, negli ultimi 6 anni sono stati pubblicati solo due Decreti End of Waste I decreti ministeriali nazionali negli ultimi 6 anni (successivi, quindi, al D.M. 14 febbraio 2013 n. 22. Relativo a determinate tipologie di combustibili solidi secondari - CSS) sono stati solo due: D.M. 28 marzo 2018 n. 69. Regolamento di disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto del conglomerato bituminoso; DM 15 maggio 2019, n. 62. Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto da prodotti assorbenti per la persona (PAP). Questo ultimo ha avuto un'istruttoria che è durata 5 anni. Ben 16 decreti ministeriali sono ancora in lavorazione, alcuni da anni L'iter che ciascun decreto segue dall'elaborazione alla pubblicazione è così articolato: Fase 1: Analisi per l'avvio del procedimento e inserimento di un flusso di rifiuti in elenco Fase 2: Attività istruttoria confronto con operatori ed istituti Fase 3: Richiesta di parere formale ad ISPRA Fase 4: Invio della bozza di decreto all'Ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente Fase 5: Invio al Consiglio di Stato Fase 6: Parere del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) presso il Consiglio dei Ministri e notifica alla CE Fase 7: Valutazione Corte dei conti Fase 8: Pubblicazione in GU.

C'è poi l'elenco dei decreti ministeriali in corso di realizzazione e stato di avanzamento:

1. Gomma vulcanizzata granulare (proveniente dal riciclo degli pneumatici fuori uso): Fase 5; 2. Pastello di piombo (proveniente dal riciclo delle batterie al piombo e da altri rifiuti contenti piombo): Fase 4; 3. Recupero meccanico di plastiche miste: Fase 4; 4. Rifiuti di gesso: Fase 3; 5. Carta da macero: Fase 3; 6. Rifiuti inerti da spazzamento strade: Fase 3; 7. Rifiuti da costruzione e demolizione (C&D): Fase 2; 8. Pulper (lo scarto delle cartiere): Fase 2; 9. Recupero dei terreni sottoposti a bonifica attraverso la bioremediation e il soil washing: Fase 2; 10. Oli alimentari esausti (l'olio utilizzato per la cottura degli alimenti): Fase 2; 11. Vetro sanitario: Fase 2; 12. Fanghi provenienti dalla frazione organica dei rifiuti urbani per produzione di olii: Fase 2; 13. Vetroresina (proveniente, per esempio, dalla demolizione delle barche e delle pale eoliche): Fase 1; 14. Recupero chimico di plastiche miste: Fase 1; 15. Ceneri da altoforno (derivanti dalla produzione della ghisa): Fase 1; 16. Residui da acciaieria: Fase 1.

Data la media degli ultimi 6 anni (un decreto ogni 3 anni) lo studio si chiede 'quanto ci vorrà per avere questi decreti?'. E per tutte le altre tipologie, non previste da questi decreti, che succederà? 'C'è una sola soluzione razionale e ambientalmente rigorosa per non fare altri gravi pasticci: l'introduzione dell'autorizzazione caso per caso, sulla base di precise condizioni e di criteri definiti, uguali per tutta l'Europa, affidate alle uniche istituzioni che in Italia sono preposte a tali autorizzazioni: le Regioni', è la conclusione del Circular Economy Network.