Rifiuti, 10 casi che non trovano più la strada del riciclo -2-

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Roma, 25 lug. (askanews) - Proseguendo con gli esempi, al numero 4 c'è il blocco del riciclo dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata multimateriale. Il Suballegato 1 del D.M. 5 febbraio 1998 al punto 6.1 non contempla, fra i rifiuti in ingresso alle attività di riciclo della plastica, il codice più comunemente utilizzato per il multimateriale (15.01.06). Applicando, quindi, tale disposizione i centri di selezione potrebbero non poter più ricevere la raccolta multimateriale perché non la potrebbero avviare al riciclo con cessazione della qualifica di rifiuto, per quella parte riciclabile e riciclata. Lo stesso problema riguarderebbe anche gli impianti intermedi che ritirano per conto dei Comuni o loro delegati parte della raccolta differenziata, quella multimateriale, e provvedono a loro volta a operazioni di trattamento preliminari (compresa la separazione della raccolta multimateriale) prima del conferimento ai centri di selezione. Il tema è quantitativamente rilevante perché nel 2018 la raccolta differenziata multimateriale conferita ai centri di selezione con il codice 15.01.06 è stata pari a 355.698 tonnellate.

5. Fermato il riciclo dei rifiuti da spazzamento stradale Attualmente le nuove autorizzazione e gli eventuali rinnovi delle esistenti sono bloccati per la mancanza di un D.M. specifico per l'End of Waste per il riciclo di una tipologia di rifiuto, quello da spazzamento stradale non contemplata nel D.M. 5 febbraio 1998. Oggi disponiamo di impianti di riciclo dei rifiuti di spazzamento stradale in grado di recuperare sabbia, ghiaino e ghiaietto, con caratteristiche conformi ai prodotti realizzati a partire da materiali vergini. Le quantità di rifiuti che non possono più essere riciclate, data la norma attuale, sono pari a circa 340.000 tonnellate su un totale di circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti da spazzamento stradale prodotte in un anno in Italia. Per i due impianti con le autorizzazioni bloccate in Veneto e Campania, sono previsti circa 10 milioni di investimenti e il recupero di 60.000 tonnellate/anno di rifiuto.

6. Le difficoltà per il riciclo dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) I RAEE sono un rifiuto in costante e rapida evoluzione che, anche a seguito dell'innovazione tecnologica delle Apparecchiature da cui derivano, produce nuovi flussi di rifiuti e induce veloci progressi delle modalità di trattamento. Alcuni materiali in uscita dagli impianti di riciclo dei RAEE non sono previsti nel D.M. 5 febbraio 1998: il vetro cono, il vetro pannello e il vetro delle lampade; il poliuretano; le plastiche miste e il silicio. I rifiuti in vetro costituiscono il 60% dei rifiuti dei TV e monitor (37.200 tonnellate nel 2018) e il 90% dei rifiuti provenienti dalle sorgenti luminose (3.000 tonnellate nel 2018). I rifiuti di poliuretano costituiscono circa il 15% in peso di frigoriferi, condizionatori e altre apparecchiature per lo scambio di temperatura (13.050 tonnellate nel 2018). I rifiuti in plastica sono circa il 20% dei TV e monitor (12.200 tonnellate nel 2018) e al 30% dei rifiuti provenienti da IT (18.750 tonnellate nel 2018). Le quantità di rifiuti di silicio sono attualmente piuttosto ridotte, ma nei prossimi anni il flusso di pannelli fotovoltaici destinati agli impianti di trattamento potrebbe crescere sensibilmente e con esso i quantitativi di silicio da gestire. La voce 5.6 del D.M. 5 febbraio 1998 cita i "Rottami elettrici ed elettronici" solo per procedere al recupero dei componenti metallici e non. La voce 5.19 "Apparecchi domestici, apparecchiature e macchinari post-consumo" prevede il semplice disassemblaggio delle componenti e dei materiali 4 per avviarli a successivo recupero di materia ma non per un eventuale riutilizzo delle singole parti e non prevede attività di riparazione di RAEE con l'utilizzo di parti di altri RAEE e/o la rigenerazione degli elettrodomestici, attività che si sono invece sviluppate in questi anni: nel 2018 sono state rigenerati 1.100 elettrodomestici e si stima nel 2019 di raddoppiare la produzione.(Segue)