Rifiuti, Cerroni: "A Roma è emergenza sanitaria"

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di Giselda Curzi Per la città di Roma è necessario agire. Lo ha detto in passato e continua a ripeterlo Manlio Cerroni, patron di Malagrotta e 're' della spazzatura. "I problemi di Roma sono tanti e gravi. Si sta sistematicamente demolendo l'immagine millenaria di questa città. Si deve agire e come ho sempre detto: i rifiuti sono una cosa seria e complessa e richiedono competenza", ha detto all'Adnkronos Manlio Cerroni, ribadendo di averlo detto e ripetuto più volte, anche in diverse lettere inviate alla sindaca di Roma Virginia Raggi che sembrano essere state ignorate, quali siano le soluzioni 'concrete', per far uscire la Capitale dal caos.  

"Emergenza sanitaria, i bambini rischiano di non andare a scuola. Come ho già detto servono 'impianti di trattamenti' - spiega Cerroni - anche se in realtà già ci sono, ma devono essere utilizzati in maniera razionale. C’è l’impianto di Tritovagliatura di Rocca Cencia che può accogliere e lavorare fino a 1000 ton/ giorno di rifiuti urbani indifferenziati e c’è, complementare, l’impianto di Guidonia, a pochi km da Rocca Cencia, che può lavorare 600 ton/giorno e può stabilizzare anche la frazione organica derivata dal trattamento delle 1000 ton/giorno di indifferenziato prodotto dal Tritovagliatore di Rocca Cencia". 

Cerroni poi evidenzia la necessità di un termovalorizzatore o di un gassificatore: "Non è più possibile sostenere che Roma non abbia bisogno di un suo Termovalorizzatore. Ebbene a Roma c’è già il gassificatore di Malagrotta che ha prodotto energia in fase di esercizio (2009-2011) e che è fermo per essere completato. I gassificatori, per quanto evoluti rispetto ai tradizionali termovalorizzatori e dalle emissioni pressoché pulite, generano comunque fumi che vengono immessi in atmosfera e spaventano l’opinione pubblica, da cui i tanti Comitati-Contro. Per questo ho proposto di trasformare il Gassificatore di Malagrotta in un impianto di produzione di metanolo (materia) anziché energia. Il vantaggio è triplice: si adempie alla Direttiva Europea (1315/2015) che obbliga le raffinerie a produrre combustibile usando, a partire dal 2020, almeno il 10 % di biocarburanti (metanolo), da fonti rinnovabili (rifiuti); si azzerano i fumi poiché non c’è combustione e si risolve il problema del combustibile (CDR) prodotto dai Tmb di Malagrotta".