Rifiuti, Marino: da M5S incomprensibile azzeramento nostri piani

Red/Cro/Bla

Roma, 8 ott. (askanews) - "Se in tre anni di governo della Capitale sono stati sostituiti oltre venti fra assessori e dirigenti apicali delle aziende di Roma è evidente che manca una visione del futuro e si punta soltanto a distruggere qualunque cosa fatta prima, come nel caso del nostro progetto sulla gestione dei rifiuti che avrebbe trasformato la raccolta e lo smaltimento da continua emergenza ad un'industria che produce ricchezza per la Capitale". Così l'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, in un'intervista al quotidiano Il Dubbio.

Marino rivendica il lavoro messo a punto in quel periodo: "è falso accusarmi di aver chiuso Malagrotta senza un piano. Nei primi 100 giorni di governo chiusi la discarica sulla quale pendevano da 6 anni procedure Europee d'infrazione, ignorate dai miei predecessori, e in due anni di mandato (2013-2015) portai la differenziata dal 30,5% al 44%. Se a distanza di 4 anni, di cui gli ultimi 3 a guida Cinquestelle, quel dato è rimasto intorno al 44% è evidente che ci troviamo di fronte ad un fallimento dovuto all'azzeramento incomprensibile dei progetti avviati durante il mio mandato".

Nel colloquio con il Dubbio, l'ex sindaco ricorda anche le difficoltà incontrate nel cambiare i vertici di Ama. "Invito ad ascoltare un'intercettazione tra il dottor Salvatore Buzzi e il signor Massimo Carminati nella quale una frase molto efficace, 'Fiscon 2 Marino 0', spiega in che modo si era intervenuti sui partiti affinché trovassero argomenti per mantenere al suo posto in Ama l'uomo chiave che governava appalti, gare e affidamenti diretti. Del resto, tanti progetti che avevamo messo a punto, come quello sui rifiuti, miravano a strappare i servizi pubblici dalle mani di chi fino a quel momento aveva dettato legge in Campidoglio ma che al nostro arrivo fu messo alla porta. Per cambiare Roma bisogna avere coraggio e visione. Sono convinto di aver pagato, e ne vado fiero, l'aver chiuso le porte a certi personaggi".

Quanto alle responsabilità della Regione Lazio nella vicenda, conclude Marino, "a questa domanda dovrebbe rispondere l'attuale segretario del Pd e presidente della Regione Lazio al quale, nei 28 mesi di governo della nostra Giunta, ho più volte chiesto di intervenire affinché il sistema impiantistico di proprietà della Regione Lazio venisse riparato e reso più efficiente con un investimento di Acea che non gravasse sulle tasse dei cittadini. Ricordo come Acea si fosse resa disponibile. E ricordo anche come, dal 2014 al 2015, ogni tentativo si è arenato sulle scrivanie della Regione Lazio".