Rifiuti: ordinanza arresti Lazio, ‘da Tosini totale asservimento funzioni pubbliche’

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Rifiuti: ordinanza arresti Lazio, ‘da Tosini totale asservimento funzioni pubbliche’
Rifiuti: ordinanza arresti Lazio, ‘da Tosini totale asservimento funzioni pubbliche’

Roma, 16 mar. (Adnkronos) – “La corruzione (…) avrebbe una portata più ampia di quella descritta dal pm con riguardo alla individuazione delle utilità conseguiti dalla Tosini per il totale asservimento delle sue funzioni pubbliche agli interessi privati di Lozza. Si ritiene infatti che i regali di ingente valore (borse di Prada e bracciali di Cartier, viaggi di piacere) descritti nella imputazione, corrispondano alle utilità immediate e dirette percepite dall’indagata a fronte delle illecite azioni amministrative, ma che rappresentano la manifestazione esterna e palpabile dell’indebito arricchimento di Lozza con il quale la Tosini condivideva gli interessi delle società coinvolte dalle determinazioni regionali”. Lo scrive il gip di Roma Annalisa Marzano nell’ordinanza di custodia cautelare con cui ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Flaminia Tosini, dirigente della Regione Lazio, e di Valter Lozza, amministratore delle società 'Ngr Srl' e 'Mad Srl', operanti nel settore dello smaltimento rifiuti. Le accuse sono concussione, corruzione, e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente. Ad eseguire le misure sono stati i Carabinieri del Comando Tutela Ambientale, su richiesta dei procuratori aggiunti Paolo Ielo e Nunzia D’Elia.

“L’intero dipartimento della Regione Lazio, cruciale per la salvaguardia dell’interesse ambientale del territorio laziale, a causa delle condotte illecite poste in essere dalla sua dirigente, Flaminia Tosini, è stato totalmente ripiegato sugli interessi privati di Valter Lozza – si legge – L’indagata, pur ricoprendo un incarico piuttosto delicato, con una straordinaria astuzia e inconsueta disinvoltura, ha manipolato la procedura amministrativa volta alla individuazione della prossima discarica di rifiuti solidi urbani della Capitale e lo faceva ricorrendo ad indebite scorciatoie”.