Rifiuti, pm Dolci: emergenza non giustifica ordinanze in Lombardia

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Milano, 9 giu. (askanews) - L'emergenza Coronavirus "non giustifica" le ordinanze approvate dalla Regione Lombardia sullo smaltimento dei rifiuti durante l'emergenza Coronavirus. Lo ha sottolineato il procuratore aggiunto che dirige la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Alessandra Dolci, durante la sua audizione (in videoconferenza) davanti ai deputati della commissione parlamentare d'inchiesta di Montecitorio sulle attivit connesse al ciclo dei rifiuti.

L'ordinanza regionale del primo aprile scorso, ha spiegato il magistrato, "prevede una deroga per lo stoccaggio di un quantitativo di rifiuti superiore al 20% rispetto a quanto indicato nell'autorizzazione. Basta presentare un'autodichiarazione alla citt metropolitana. L'aumento della capacit ricettizia del 20% di ciascun deposito non tuttavia accompagnato da aumento della fidejussione. L'emergenza Coronavirus non giustifica questo aumento di capacit ricettizia dei siti". In Lombardia, ha puntualizzato ancora il numero uno della Dda di Milano, "ci sono circa 3.500 societ regolarmente autorizzate". Perci "la possibilit che viene data alle societ di aumentare del 20% la capacit ricettiva del proprio deposito non trova giustificazione nell'emergenmza Covid, dato che nel periodo del lock down c' stata forte decremento nella produzione dei rifiuti. Inoltre la fidejussione bancaria dovrebbe essere proporzionata alla capacit di stoccaggio di ciascun sito. Non il momento per una simile disciplina in deroga al regime ordinario".

Perplessit anche sulla normativa regionale in materia di smaltimento dei cosiddetti rifiuti Covid. "In base all'ordinanza regionale - ha osservato il magistrato - il trattamento dei rifiuti Covid in arrivo dai presidi ospedalieri prevede un determinato trattamento, mentre i dispositivi di protezione individuale come mascherine e guanti vengono considerati rifiuti indifferenziati e perci destinati a strutture di incenerimento. Sarebbe stata pi opportuna distinzione di trattamento tra i Dpi provenienti da privati, che possono essere smaltiti come rifiuti indifferenziati, mentre una cosa diversa sono i presidi che provengono da abitazioni di privati in quarantena e che dovrebbero avere una corsia di smatimento differenziata. Invece nell'ordinanza regionale non c' nessuna distinzione".