Rifiuti Roma: la regione Lazio "cala" l'ordinanza

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Roma, 27 nov. (askanews) - Ancora un'ordinanza per scongiurare la possibile emergenza rifiuti a Roma. Un lungo braccio di ferro tra la regione Lazio e il Campidoglio, trattative, contatti, incontri e, poco fa, l'epilogo dopo una giornata di accuse e controaccuse: Nicola Zingaretti firma l'ordinanza ed ora sarà Virginia Raggi a doverla onorare.

Una giornata piena di colpi di scena, con il blitz del sindaco di Roma alla Pisana, dove oggi era calendarizzata la seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio dedicata proprio all'emergenza rifiuti. "Un teatrino" hanno bollato così trasversalmente la maggioranza e il centrodestra la presenza di Virginia Raggi in "Acquario" alla Pisana, un clima teso in aula ma l'assessore regionale del Lazio ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, lo ha fatto capire chiaramente parlando ai consiglieri regionali presente la sindaca: arriverà l'ordinanza. E poco fa è arrivata puntuale e i "compiti" che dovrà assolvere il Campidoglio sono chiari e precisi.

"La priorità è che Roma Capitale deve procedere immediatamente all'individuazione di siti o impianti sul territorio di Roma che possano essere destinati allo smaltimento dei rifiuti trattati" avverte Valeriani che spiega: "Abbiamo chiesto anche la costituzione di una struttura tecnica di tre rappresentanti (Regione Lazio, Città metropolitana e Roma Capitale) che predisponga entro 5 giorni la scrittura di un documento tecnico relativo ai siti destinati allo smaltimento. Entro dieci giorni dalla notifica dell'ordinanza emessa oggi, Roma Capitale dovrà inoltre avviare la procedura per selezionare gli impianti di conferimento all'estero ed entro e non oltre 15 giorni l'amministrazione Raggi dovrà individuare almeno due siti dove effettuare la trasferenza dei rifiuti urbani indifferenziati. Infine entro e non oltre 30 giorni dall'autorizzazione a conferire nei siti prescelti, Ama dovrà provvedere agli allestimenti per la messa in esercizio delle trasferenze e questo entro il 31 gennaio del 2020".

Un cronoprogramma da far tremare i polsi e Zingaretti rincara la dose: "Dopo l'ordinanza emanata a luglio scorso, per risolvere l'emergenza rifiuti a Roma, la Regione Lazio è stata costretta a intervenire un'altra volta, emanando una seconda ordinanza. Nonostante la gestione sia competenza diretta di Roma Capitale, il testo firmato questa sera stabilisce una serie di azioni che il Comune dovrà intraprendere per evitare l'emergenza rifiuti a Roma". Il governatore è netto: "Non basta parlare dei problemi, i problemi vanno risolti". Non è da meno Valeriani che incalza proprio come aveva fatto nel pomeriggio alla Pisana: "La Regione Lazio ha deciso di emettere una nuova ordinanza, utilizzando i poteri che le leggi ci attribuisce e intendiamo esercitare, perché Roma, la Capitale d'Italia, non merita questa situazione, in cui vive invece oramai da troppo tempo a causa di un'amministrazione immobile e incapace di individuare soluzioni ai problemi. In caso di inottemperanza dell'ordinanza, la Regione Lazio eserciterà dunque i poteri sostitutivi".

Anche per Ama non c'è "scampo": "Come già richiesto nella precedente ordinanza - spiega Valeriani - Ama entro il 15 marzo del 2020 dovrà approvare il piano industriale contenente tutti gli impianti, aree, strutture ed attrezzature necessarie a soddisfare il fabbisogno del territorio cittadino in base ai principi di autosufficienza e di prossimità. Ovviamente nell'ordinanza abbiamo ordinato anche a tutti gli impianti del Lazio di operare con il massimo della capacità di trattamento autorizzato su base giornaliera, anche nei giorni festivi, secondo le richieste formalizzate da Ama. E così scatta il conto alla rovescia per salvare i romani dall'emergenza rifiuti, ad una manciata di giorni dal Natale.