Rifiuti Roma, Parisi: rifiuti zero non è opzione

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Roma, 27 nov. (askanews) - "Il piano dei rifiuti che stiamo discutendo si basa su un presupposto sbagliato che nasconde un'ipocrisia di fondo. L'obbiettivo della riduzione del volume di rifiuti nella regione Lazio, quando nel 2018 c'è stato un aumento della produzione rispetto al 2017, fa capire come ci si ponga obbiettivi meramente propagandistici. "Rifiuti zero" non è un'opzione. Dobbiamo affrontare il tema con serietà e con capacità, avendo però gli strumenti per poterlo fare". Così Stefano Parisi, consigliere regionale del Lazio e leader di Epi, nel suo intervento in Consiglio Regionale del Lazio. "L'obbiettivo di giungere all'80% di raccolta differenziata - prosegue Parisi - quando specialmente a Roma siamo ben lontani da queste cifre, fa capire che si tratta di un piano non realistico che cerca di eludere le grandi questioni. Le direttive dell'Ue indicano che il 65% dei rifiuti deve essere riciclato, solo il 10% deve andare in discarica e il restante 25% deve essere destinato alla valorizzazione energetica. È inutile nascondersi e pensare di sfuggire a queste direttive. Non è vero, come dicono Zingaretti e Valeriani, che non c'è una contrapposizione ideologica sui termovalorizzatori da parte del Pd. Non è vero che l'Ue chiede il decommissioning per i termovalorizzatori, la procedura riguarda solo gli impianti obsoleti. Infatti in tutta Europa questi impianti si stanno facendo e si continueranno a fare. Questo è il nodo di fondo". "Molte decisioni in questa Regione non vengono prese per dinamiche interne al Pd, per localismi, e per l'incapacità di guidare il Lazio verso un'evoluzione tecnologica avanzata, che consenta di raccogliere rifiuti in modo efficiente, di far pagare una Tari più bassa ai cittadini e di poter chiudere il ciclo dei rifiuti all'interno delle singole province. Questo piano - conclude Parisi - non porterà a niente se non affrontiamo seriamente la questione dei termovalorizzatori, che è ineludibile. Se si continuasse in questo modo, allora queste riunioni non serviranno a nulla", conclude.