Rifiuti speciali da Prato, arresti e perquisizioni -2-

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Roma, 3 ott. (askanews) - L'attività investigativa, che ad oggi ha consentito di deferire all'Autorità Giudiziaria complessivamente 18 persone, è stata avviata nel luglio 2018, allorquando, durante un controllo effettuato nel comune di Pavullo n/F. (MO) dal personale della locale Stazione Carabinieri Forestale, venivano rinvenuti all'interno di un capannone industriale circa 2.500 metri cubi di rifiuti tessili contenuti in sacchi neri per l'immondizia.

Il successivo approfondimento investigativo, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e condotto anche mediante l'ausilio di numerose intercettazioni telefoniche e di video-sorveglianza , ha consentito di accertare che detti rifiuti erano smaltiti anche in altre numerose località del centro-nord Italia, principalmente del Veneto. Tale fenomeno è esploso alla ribalta della cronaca come "emergenza sacchi neri" .

In estrema sintesi, l'illecito smaltimento dei rifiuti speciali ottenuti dalle lavorazioni tessili consisteva nel trasformare attraverso fittizie operazioni di recupero i rifiuti in materia prima secondaria e/o sottoprodotto, per poi trasportarli ed abbandonarli all'interno di capannoni industriali, il tutto all'insaputa degli ignari proprietari ai quali è stato così arrecato un ingente danno economico, costituto sia dalla preclusione alla disponibilità dell'immobile sia delle eventuali onerose spese di smaltimento/recupero dei rifiuti abbandonati. Senza ovviamente considerare il potenziale, ulteriore danno che poteva derivare dall'eventuale incendio di detto materiale. (Segue)