Rifiuti, a Tbf progettazione Biopiattaforma di Sesto San Giovanni

Red-Asa

Milano, 19 lug. (askanews) - È la svizzera Tbf + Partner Ag, leader internazionale in campo energetico e in particolare nel settore della valorizzazione termica dei fanghi di depurazione, la vincitrice della gara per la progettazione definitiva della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni. Si tratta di un progetto da 47 milioni di euro, promosso dal gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, il Gruppo Cap, per trasformare e unire in un unico polo verde e a zero emissioni di Co2 due strutture già presenti nell'area, un depuratore e un termovalorizzatore Core. Tra le opere già realizzate da Tbf c'è l'impianto di incenerimento fanghi di Werdhölzli, utilizzato per lo smaltimento di tutti i fanghi del cantone Zurigo. Il progetto definitivo per la Biopiattaforma sarà presentato dalla società svizzera alla fine di novembre per l'avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale.

Il termo-impianto per il trattamento dei fanghi valorizzerà 65.000 tonnellate/anno di fanghi umidi pari a 14.100 tonnellate/anno di fanghi essiccati, interamente prodotti dai depuratori del Gruppo Cap, generando 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e fosforo come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante. La linea di trattamento della Forsu invece tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi (Forsu) per la produzione di biometano, proveniente dai comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese, cioè i cinque Comuni lombardi che sono parte di Core. Dai residui solidi delle acque trattate sarà inoltre possibile produrre più energia pulita, a fronte di un'evidente riduzione dell'impatto ambientale sul territorio circostante.

"La Biopiattaforma è un progetto unico in Italia, che esce dalla logica della linearità per seguire la circolarità della sostenibilità e puntare su ecodesign, recupero delle materie di scarto, riprogettazione industriale dei prodotti e delle filiere produttive, in linea con i principi della circular economy - ha commentato Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap -. Il progetto definitivo sarà il risultato di un iter strutturato e trasversale, che ha messo al centro anche cittadini, associazioni e comitati locali grazie al processo partecipativo intrapreso lo scorso novembre" ha concluso.