Rifiuti: traffico illecito e incendi dolosi in azienda, tre arresti nel pavese

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Milano, 7 ott. (Adnkronos) – Arrestati questa mattina dai militari della gdf e dai carabinieri forestali di Pavia tre soggetti ritenuti responsabili dei reati di traffico illecito di rifiuti, incendio doloso, utilizzo ed emissione di fatture false, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed autoriciclaggio. Oltre agli arresti, sono stati sequestrati circa 2 milioni di euro "frutto del profitto ottenuto attraverso il mancato pagamento delle spese di recupero o di smaltimento dei rifiuti" e il mancato versamento dell'ecotassa.

Le indagini sono iniziate nel 2017 dopo un incendio alla Eredi Bertè Antonino di Mortara (Pavia) e hanno permesso di accertare innumerevoli illeciti, anche di natura ambientale. Due degli arrestati, entrambi gestori dell’impianto di smaltimento, ammassavano quintali di rifiuti pericolosi e non pericolosi e non li trattavano, arrivando a incamerare circa due milioni di euro.

Quando la conduzione dell’impianto era diventata insostenibile a causa dell’enorme quantità di rifiuti stoccati, i due gestori avevano deciso di dar fuoco al piazzale per ripulire, a costo zero, l’azienda di smaltimento. Le intercettazioni telefoniche hanno permesso agli inquirenti di scoprire che i due programmavano altri traffici illeciti all'estero, allo scopo di smaltire i rifiuti interessati dall’incendio del 2017. Dopo l'incendio, la società Eredi Bertè Antonino è stata dichiarata fallita: i due si sono adoperati per far sparire l’enorme capitale illecitamente accumulato attraverso la creazione di società intestate a prestanome. L’analisi dei conti correnti, la ricostruzione dei flussi e l’esame di documenti ha permesso agli investigatori di ricostruire il sistema di fatture false e riciclaggio di denaro.

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