##Riflettori elezioni a Mezzogiorno,a Napoli sfide e sfilate di big

Image from askanews web site
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Napoli, 24 set. (askanews) - In Campania, e soprattutto a Napoli e provincia, si giocherà gran parte del futuro politico dell'Italia dopo il voto del 25 settembre. La città partenopea, infatti, è diventata una sorta di terra di conquista durante la campagna elettorale per racimolare consensi. Volti noti e big della politica, principalmente nelle ultime due settimane, hanno attraversato quartieri, macinato chilometri, visitato teatri e luoghi storici per convincere gli indecisi e per confermare l'approvazione dei propri fedelissimi.

Del resto molti, moltissimi, sono i politici che provano a tornare in Parlamento grazie al passepartout che gli consegneranno gli elettori campani. Tanti i ministri uscenti: da Luigi Di Maio a Roberto Speranza, da Mara Carfagna a Dario Franceschini, da Mariastella Gelmini all'ex presidente del Senato Marcello Pera, da Silvio Berlusconi e Antonio Tajani fino a Giuseppe Conte ed Ettore Rosato, da Matteo Renzi all'ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris passando per Sandra Lonardo Mastella. Tra i candidati anche l'ex senatrice Maria Grazia Pagano, deceduta lo scorso 18 settembre dopo una lunga malattia.

Napoli, dunque, resta un caso nazionale così come rimane una questione centrale quella del reddito di cittadinanza, punto cardine di questa campagna elettorale. Difesa o bistrattata, la misura di sostegno conta in città e nell'hinterland quasi 416mila beneficiari che vedono negli esponenti del Movimento 5 stelle i loro 'salvatori': molti, però, non hanno ben chiaro il terremoto interno ai pentastellati continuando, ad esempio, a ritenere che l'attuale ministro degli Esteri sia ancora tra i fondatori del M5s.

Fiducioso in una rimonta che sarebbe avvenuta soprattutto negli ultimi tempi, l'ex premier Giuseppe Conte è stato più volte tra la gente promettendo il mantenimento del sostegno e altri bonus. Una modalità che non è piaciuta soprattutto al Terzo Polo. Matteo Renzi ha parlato di "voto di scambio elettorale" mentre Carlo Calenda ha tirato in ballo Achille Lauro che, per regalare le scarpe, "ci metteva soldi suoi" e Mara Carfagna: "Loro scommettono sulla povertà, noi sullo sviluppo". E del reddito di cittadinanza hanno parlato diffusamente anche gli esponenti del Partito democratico, a partire da Enrico Letta secondo il quale "la misura è da conservare e migliorare" e lo stesso leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi che non "vuole eliminarlo ma ampliarlo".

Non dello stesso avviso Giorgia Meloni che, dopo aver tenuto un solo comizio a Caserta, ha deciso di chiudere la sua campagna elettorale a Bagnoli, nota zona industriale a Ovest di Napoli sulla quale ancora non è partita la bonifica. Dal numero uno di Fratelli d'Italia poche parole sul reddito di cittadinanza, ma certamente la contrarietà "a toglierlo ai truffatori". Anche la scelta di Meloni di smettere le danze proprio nell'area dell'ex Italsider ha fatto storcere il naso: Mara Carfagna ha ricordato il voto contrario di FdI alla norma che permetterà di sbloccarne la bonifica e c'è chi ritiene quella di Meloni soltanto una strategia politica per incantare gli elettori accusandola di essere alleata di Matteo Salvini, considerato 'nemico' del Sud.

Dal canto suo, il leader del Carroccio ha auspicato che il reddito di cittadinanza venga ricalibrato con parametri più rigidi aiutando solo chi "non può lavorare". Da parte di Salvini rassicurazioni anche sul Patto per Napoli, le risorse destinate a ripianare il debiti del Comune. La misura "non si tocca" e, ha giurato, "non ci sarà alcuna modifica" all'intesa siglata dal sindaco Manfredi e dal premier Draghi qualora il centrodestra dovesse uscire vincitore dalle urne.

Sul fronte Pd, il segretario Enrico Letta ha incassato anche l'appoggio pubblico del governatore campano Vincenzo De Luca, archiviando così gli attriti tra i due che avevano tenuto banco fino a qualche settimana fa. A chiudere definitivamente la polemica ci ha pensato proprio il leader democratico evidenziando, nel corso di una manifestazione elettorale, come nel suo partito ci sia "un'unità di intenti straordinaria". Sempre in casa Partito democratico, lo stesso Letta ha enfatizzato l'operato del ministro dei Beni culturali Franceschini accompagnandolo nell'area archeologica di Pompei sottolineando il buon lavoro fatto per il Grande Progetto Pompei, considerato un "segnale positivo del Sud che ce la fa".

A bocce ferme la partita più interessante si disputerà nel seggio napoletano di Fuorigrotta che include anche i quartieri Chiaia e Posillipo. Qui a sfidarsi sono Luigi Di Maio per Impegno Civico in coalizione per il Pd, Mara Carfagna per il Terzo Polo, l'ex ministro Sergio Costa in quota M5s e Mariarosaria Rossi per il centrodestra. Una competizione all'ultimo voto.