Riforma Csm, Bonafede prende tempo: si va alla prossima settimana

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Roma, 8 giu. (askanews) - Con lo scontro nella maggioranza sugli Stati generali dell'economia lanciati dal premier Giuseppe Conte passato per il momento in secondo piano un altro tema caldo per il Governo: la riforma del Consiglio superiore della magistratura e dell'ordinamento giudiziario. Il tema "non pi differibile", secondo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che la scorsa settimana ne ha parlato con le rappresentanze degli avvocati e con l'Associazione nazionale magistrati.

"Sono tre i pilastri della riforma: porre al centro il merito; mettere fine alle degenerazioni del correntismo; erigere un muro fra magistratura e politica", ha spiegato il guardasigilli sabato scorso in una lettera al quotidiano Il Dubbio. Tuttavia, bench il tema non sia differibile, le stesse fonti governative che giorni fa davano per probabile l'approdo di un testo in Consiglio dei ministri questa settimana, ora prudentemente rinviano l'appuntamento alla prossima.

Dovrebbe chiudersi intanto in settimana al Senato l'esame del disegno di legge di conversione del decreto carceri del 30 aprile scorso (corretto poi a maggio con il decreto per annullare le scarcerazioni dei boss). Sul provvedimento, in prima lettura al Senato (relatori Franco Mirabelli del Pd e Angela Piarulli del M5S), la commissione esaminer nelle sedute di marted e mercoled gli emendamenti: l'obiettivo, spiegano fonti di maggioranza, passarlo all'aula al pi tardi gioved mattina per chiudere l'approvazione in settimana, senza fiducia, e passare il provvedimento alla Camera per la seconda lettura.

Nell'ambito della discussione sul decreto stato ripresentato da alcuni senatori del M5S un emendamento per innalzare l'et pensionabile dei magistrati, tema che aveva fatto molto discutere dopo la sua comparsa alla Camera per iniziativa del gruppo di Fratelli d'Italia: ma la definizione di "salva-Davigo" (il leader della corrente Autonomia e Indipendenza e consigliere del Csm prossimo alla quiescenza) aveva causato la dura reazione del magistrato in questione, che ha anche annunciato querele per i giornali che lo hanno tirato in ballo. La norma, comunque, non a costo zero e non gode nemmeno della "copertura" del ministro della Giustizia: le fonti del Governo e della maggioranza sono concordi a sostenere che sar quasi certamente messa da parte senza scossoni.