Riforma Csm, l'Anm boccia la proposta della ministra Cartabia sul sistema elettorale

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L’Associazione nazionale magistrati è "fermamente contraria alla proposta in discussione" sulla riforma del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura, a cui lavora la ministra della Giustizia Marta Cartabia. E' quanto si evidenzia in un documento approvato dal comitato direttivo centrale con 22 voti a favore, 11 contrari e 3 astenuti. La mozione è stata proposta dai gruppi di Area, Unicost e Autonomia&Indipendenza. Contraria Magistratura Indipendente, che considera un errore il "secco 'no' alla riforma".

"E' essenziale che il Consiglio superiore sia rappresentativo di tutti i magistrati, i quali esprimono sui temi del governo autonomo sensibilità, punti di vista, idee diverse, spesso complementari; quanto più ampio è il confronto delle idee, tanto più sarà possibile ottenere una sintesi ricca e alta". E questo, chiarisce l'Anm, "non ha nulla a che fare con le degenerazioni che abbiamo conosciuto, perché si tratta di tutelare la possibilità di espressione di diverse sensibilità ed evitare la concentrazione del potere in uno o due poli, all’interno dei quali troverebbero ampio margine di manovra proprio le condotte spartitorie che si intendono impedire".

Quindi "solo un Consiglio Superiore rappresentativo delle tante anime della magistratura sarà naturale portatore degli anticorpi che potranno lasciare ai margini qualunque tentativo di riproporre degenerazione correntizia". Per questo "è essenziale escludere dall’orizzonte qualunque sistema maggioritario, comunque declinato, che privilegerebbe l’elezione dei rappresentanti dei gruppi maggiori, favorirebbe la polarizzazione, e aumenterebbe a dismisura proprio quel potere che il legislatore afferma di voler limitare o addirittura cancellare".

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