Riforma fiscale, Conte convoca i sindacati

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Il Presidente del Consiglio, Conte, ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi giovedì 25 luglio. Alla riunione, fissata per le ore 16 nella Sala Verde di Palazzo Chigi, prenderanno parte Cgil, Cisl e Uil e l’oggetto sarà la riforma fiscale. “La convocazione a palazzo Chigi e l’avvio di un confronto tra Governo e parti sociali è per noi un fatto positivo – ha commentato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil -, frutto anche della riuscita delle iniziative di mobilitazione promosse da Cgil, Cisl e Uil”. “Il nostro obiettivo – ha proseguito Landini – sarà di avviare una discussione, concreta, stringente e costruttiva, che parla dai bisogni reali dei giovani, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati, e sia in grado di affrontare i nodi economici e sociale del Paese in vista della prossima legge di Bilancio”.

Riforma fiscale, giovedì gli incontri

Il Presidente del Consiglio incontrerà giovedì alle 16 i sindacati in merito al tema della riforma fiscale. Cgil, Cisl e Uil non saranno però gli unici a parlare con Conte. Alle 19, infatti, seguirà un secondo incontro con le sigle Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confapi, Ance, Confedilizia e Federmanager.

Landini invoca confronto

Il segretario della Cgil chiede in particolare un confronto sui temi che i sindacati rivendicano “nella piattaforma unitaria che abbiamo già illustrato a Conte e agli altri esponenti di governo”.”Rilanciare gli investimenti pubblici e privati, a partire dal Mezzogiorno – argomenta -, per creare occupazione stabile e con diritti, avere un’idea di sviluppo basata sulla sostenibilità ambientale e sociale. Rinnovare i contratti di lavoro, qualificare e riformare la Pubblica Amministrazione, estendere il diritto alla conoscenza e alla formazione” dice ancora prima di parlare direttamente della riforma fiscale. “Presentare una vera riforma fiscale che riduca le tasse a lavoratori e pensionati e che combatta seriamente l’evasione fiscale. Dovranno essere queste – conclude Landini – le direttrici del confronto se si vottà realmente risollevare il Paese e farlo tornare a crescere”.