Riforma fiscale: terrore in Europa!

Andrea Mazzalai
 

Donald trump ha appena raccontato alla Merkel come intende sistemare l’Europa, mentre tacchini e polli americani continuano ad alimentare miseri consumi indebitandosi all’inverosimile, superando ormai il record precedente la Grande recessione, il buon Donald sta favorendo gli affari di Wall Street e delle multinazionali alle spalle della classe media americana.

La scorsa settimana in DEBT NIGHTMARE! abbiamo scritto che tra le pieghe della nuova riforma fiscale sta nascosta una vera e propria bomba deflattiva, una sorta di protezionismo nascosto a favore delle multinazionali americane…

Ve la ricordate l’arma letale di Trump, «Border tax»: ecco l’arma letale di Donald Trump

Nascosta tra le righe della riforma c’è un dettaglio, ce l’ha messo il diavoletto che vuole portare a termine questa nemesi,  una piccola norma che non mancherà di colpire le società straniere che vendono beni e servizi in America, una percentuale del 20 % via controllate che operano sul territorio USa e in più una minimum tax del 10% da richiedere ogni volta che ci saranno trasferimenti di denaro a favore di controllate o case madri all’estero.

La“border adjustment tax” la giusta dose di protezionismo travestito a danno delle aziende globali.Nel prossimo outlook 2018 vi racconteremo la vera dimensione di questa riforma fiscale.

… e puntuale arriva la risposta da quel che resta di questa Europa alla deriva…

Ue, 5 ministri delle Finanze: “La riforma fiscale di Trump ci preoccupa molto

La riforma fiscale avviata da Donald Trump «causa preoccupazioni significative da una prospettiva europea». Con una lettera firmata dai ministri delle Finanze dei cinque Paesi più grandi – Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna – l’Europa lancia un appello alla Casa Bianca, chiedendo un «compromesso più bilanciato» in vista dell’approvazione definitiva. Dunque una retromarcia. Perché «è importante che la sovranità del governo Usa sulla politica fiscale interna sia esercitata in coerenza con gli obblighi internazionali che ha sottoscritto». Per evitare «un impatto distorsivo sul commercio internazionale».

I timori Ue – di cui i ministri hanno discusso una settimana fa a Bruxelles durante la riunione dell’Ecofin – sono elencati punto per punto. Il primo riguarda l’imposta del 20% sui pagamenti alle società estere che agiscono attraverso delle controllate locali. Una mossa che «avrebbe un impatto sugli accordi commerciali», potrebbe finire «in contrasto con le regole della Wto» e rischierebbe di violare gli accordi sulla doppia imposizione.

C’è inoltre il timore di ripercussioni sui mercati finanziari, perché la «Base erosion ad anti-abuse tax» finirebbe per colpire le attività bancarie e assicurative internazionali, sottoponendo le transazioni finanziarie infragruppo transfrontaliere a un’imposta del 10%, che colpirebbe le società estere. I cinque ministri – Peter Altmaier, Bruno Le Maire, Philip Hammond, Pier Carlo Padoan e Cristobal Montoro Romero – vedono inoltre «la possibilità che alcune delle misure proposte possano costituire pratiche commerciali sleali e scoraggiare gli istituti finanziari non statunitensi dall’operare negli Stati Uniti».

Ahahahahhh! Hanno paura che colpiscano le attività bancarie e assicurative capito!

C’è infine il timore per gli effetti della proposta che prevede un regime fiscale preferenziale per «i redditi immateriali derivati dalle attività estere», ossia il reddito che deriva dalla vendita o dalla concessione di licenze per beni e servizi per il loro uso al di fuori dagli Usa che è considerato in eccesso rispetto al rendimento delle attività materiali. La Casa Bianca intende ridurre l’aliquota al 12,5% e questo, secondo i cinque, rischia di caratterizzarsi come un «sussidio illegale alle esportazioni», in violazione delle norme della Wto.  La lettera, indirizzata al Segretario al Tesoro Usa Steven Turne Mnuchin, si conclude con un appello in cui vengono ribadite le «forti preoccupazioni» europee per i possibili impatti e le distorsioni sulle attività commerciali e di investimento. «Vi saremmo molto grati – scrivono i ministri – se teneste in considerazione queste nostre preoccupazioni nel corso degli ulteriori sviluppi» della riforma.

Ridicoli, vi saremo molto grati, invece di minacciare ritorsioni, non hanno ancora capito che si sta preparando una guerra commerciale planetaria, Trump mira a questo!

Tu pensa che quel mattacchione di Mnuchin ha appena aumentato le stime del Pil americano per i prossimi dieci anni portandole dal 2,2 % al 2,9 % grazie ai tagli, questi signori pensano di accelerare la crescita per coprire il deficit in piena deflazione da debiti, ignoranti sino al midollo, non succederà MAI!

Usa: Tesoro, crescita economica garantira’ entrate per coprire tagli a

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 11 dic – L’agenda economica del partito repubblicano generera’ una crescita tale che garantira’ entrate addizionali da imposte per 1.800 miliardi di dollari, piu’ di quanto serve per coprire i tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni su cui il Gop sta lavorando. Lo sostiene il dipartimento americano del Tesoro, ricorrendo a stime di crescita che sono decisamente piu’ rosee di quelle elaborate da un organismo congressuale bipartisan chiamato a calcolare gli effetti dell’imposizione fiscale. Stando al ministero guidato da Steven Mnuchin, il tasso di crescita di lungo termine passera’ a un +2,9% annuo da un +2,2%. E’ quella differenza a generare le entrate extra stimate ma nel documento diffuso oggi il Tesoro non vengono forniti i dettagli sulle fonti di quella crescita. Se per il personale del Tesoro un simile tasso di crescita e’ “molto ragionevole”, per il Joint Committee on Taxation (JCT) il Pil crescera’ in media dello 0,8% in un decennio sulla scia di una riforma fiscale, molto meno del rialzo annuo dello 0,7% stimato dall’amministrazione Trump. Stando all’organismo congressuale bipartisan, dunque, non ci saranno entrate sufficienti per coprire i tagli alle aliquote (nel caso delle aziende dovrebbero scendere al 20% dal 35% attuale). JCT ha stimato che la bozza di riforma fiscale approvata al Senato (e che deve essere uniformata con quella della Camera) farebbe esplodere il deficit di mille miliardi di dollari nel prossimo decennio.

Jason Furman ha definito le analisi dell’amministrazione Trump, “uno scherzo imbarazzante”, mentre i democratici l’hanno definita una pagina intera di “finta matematica” ed hanno ragione, solo un idiota può pensare che questa riforma fiscale possa stimolare assunzioni o investimenti e la risposta la trovate qui sotto…

Share Buybacks Announcements Spike 

Bank of America annuncia buyback aggiuntivo da 5 miliardi

Home Depot lancia buyback da 15 miliardi

Ve ne ho postate solo due, preparatevi ad assistere al festival degli azionisti, altro che investimenti o nuova occupazione, c’è da scompisciarsi dalle risate.

Ma questo lo vedremo insieme nel prossimo “Outlook 2018 EPIC MOMENT”

Autore: Andrea Mazzalai Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online