Riforma giustizia tributaria, Leone: non vorrei aspettare Conte Ter -2-

Red/Gtu

Roma, 28 dic. (askanews) - "Sorprende - ha proseguito Leone - che il presidente del Consiglio sia così sensibile alla durata del processo tributario quando nel processo penale, con l'abolizione della prescrizione a partire dal primo gennaio, si darà il via al processo senza fine".

"Mi permetto di sottolineare come, in materia di giustizia tributaria, l'unica proposta di oggi del presidente del Consiglio ricalchi quella di qualche mese fa del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, ove l'eliminazione di un grado di giudizio era riferita alla soppressione del giudizio di legittimità", ha continuato Leone, sottolineando: "L'eliminazione del ruolo che la Suprema Corte svolge da decenni in materia tributaria - interpretando il diritto e la giurisprudenza in materie complesse quali quelle fiscali - oltre ad essere palesemente incostituzionale, priverebbe le parti dell'imprescindibile controllo di legittimità da parte del giudice delle leggi, depositario unico della funzione nomofilattica".

"Il Conte Uno - ha ricordato Leone - si è aperto nell'estate del 2018 con la sbandierata necessità di riformare la giustizia tributaria. E sempre il Conte Uno si è chiuso con una citazione sulla mancata riforma della giustizia tributaria. Durante l'insediamento del Conte Due, poi, è stata inserita nel programma la riforma della giustizia tributaria: non vorrei che per una effettiva riforma della giustizia tributaria, anche nel senso voluto dal Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria, si debba però aspettare il Conte Ter o Quater che dir si voglia", ha precisato.

"Piuttosto che pensare solo e soltanto all'eliminazione di un grado di giudizio, la vera riforma si avrà stanziando risorse nella giurisdizione tributaria e modificando il processo tributario. Di tutto ciò, però, nella legge di bilancio e nei successivi decreti nemmeno l'ombra. Anzi- ha concluso - la parola giustizia tributaria non è stata neppure citata".