Riforma tassa globale su imprese ha davanti strada lunga e tortuosa

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PARIGI (Reuters) - Una strada lunga e costellata di potenziali insidie politiche attende i paesi che cercano di porre fine alla corsa al ribasso sulla tassa internazionale per le imprese, malgrado 130 di loro abbiano concordato di rivedere il modo in cui le multinazionali vengono tassate.

Quasi tutti i 139 Stati coinvolti nelle trattative all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) hanno appoggiato la scorsa settimana i piani per stabilire nuove regole su dove vadano tassati i profitti delle imprese, e un'aliquota minima del 15%.

I ministri delle Finanze del G20 dovrebbero approvare l'accordo nelle riunioni di venerdì e sabato a Venezia, dando ulteriore impulso a un'iniziativa globale che a giugno aveva spinto i ministri del G7 ad appoggiare una stretta sui paradisi fiscali.

Le nuove regole che emergono dal patto Ocse dovrebbero in linea di massima entrare in vigore nel 2023, ma perché questo accada gli Stati dovranno limare gli ultimi dettagli entro ottobre, in modo che le normative fiscali possano essere aggiornate l'anno prossimo -- e alcuni firmatari, tra cui l'India e la Svizzera, hanno espresso delle riserve.

Il termine del 2023 per l'implementazione potrebbe quindi apparire ottimistico, dato che molti paesi hanno impiegato anni per ratificare un precedente emendamento, molto meno ambizioso, ai trattati internazionali sulla tassazione.

All'interno dell'Unione europea, il maggiore blocco commerciale al mondo in termini di ricchezza dei consumatori, il miglior modo per assicurare l'applicazione di queste nuove regole sarebbe una legge Ue. Questo potrebbe avvenire durante la presidenza di turno della Francia, nella prima metà del 2022.

Tuttavia, come per tutte le decisioni dell'Unione europea in materia fiscale, sarebbe necessario il consenso unanime degli Stati membri, e nessuno dei paesi a bassa tassazione come l'Estonia, l'Ungheria e l'Irlanda ha sostenuto l'accordo Ocse.

"Ci saranno pressioni per fare cambiare posizioni ai tre paesi rimanenti", ha riferito una fonte vicina alle trattative.

Un'altra fonte ha detto che, mentre Irlanda ed Estonia potrebbero probabilmente essere convinte, l'Ungheria si potrebbe rivelare con ogni probabilità un osso molto più duro. Anche Cipro, che non ha preso parte alle trattative in seno all'Ocse ma che è comunque un membro dell'Unione europea, dovrà essere convinto.

APPROVAZIONE USA

Ma esistono anche altre potenziali complicazioni.

La Commissione europea punta a presentare questo mese il progetto di un'imposta sui servizi digitali, necessaria per finanziare il recovery fund da 750 miliardi di euro del blocco, ma che rischia di fare entrare in collisione Bruxelles e Washington.

Come parte dell'accordo, l'amministrazione Usa vorrebbe che gli Stati abrogassero le vigenti tasse nazionali sui servizi digitali, che secondo la Casa Bianca prendono ingiustamente di mira le aziende della Silicon Valley.

D'altro canto Bruxelles afferma che il nuovo onere è un'imposta ad ampio raggio e non una tassa, e che riguarderebbe prevalentemente le imprese europee.

Nel frattempo, l'amministrazione Usa ha già parecchio da fare per far entrare in vigore gli aumenti delle tasse proposti dal presidente Joe Biden -- che includono una tassazione minima del 15% sulle imprese -- in patria.

Il consigliere economico della Casa bianca Brian Deese ha detto che il fatto che oltre 130 paesi abbiano firmato il patto dovrebbe stemperare le critiche da parte dei Repubblicani, secondo cui un aumento della tassazione sulle imprese potrebbe danneggiare gli Stati Uniti se le giurisdizioni con una tassazione più bassa non si adeguassero.

Sembra probabile che l'amministrazione Biden implementerà i suoi piani fiscali utilizzando una misura legislativa con il solo appoggio dei Democratici. Tuttavia non è chiaro se Washington dovrà apportare modifiche a qualche trattato bilaterale sulla tassazione, il che richiederebbe una maggioranza dei due terzi in Senato.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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