Riforme, al via dichiarazioni voto finale su riduzione parlamentari

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Roma, 8 ott. (askanews) - Sono iniziate in aula alla Camera le dichiarazioni di voto finale sulla proposta di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. Per il via libera definitivo serve la maggioranza assoluta dei componenti dell'assemblea, ovvero 316 voti. La maggioranza di governo può contare su 344 voti (216 M5s, 89 Pd, 26 Italia Viva, 13 Leu) anche se non si escludono assenze e defezioni (Andrea Colletti, M5s, e Roberto Giachetti, Iv, parleranno in dissenso) che potrebbero essere tuttavia compensate da voti dell'opposizione che ha annunciato di essere a favore della legge.

Il testo - che modifica l'articolo 56, 57 e 59 della Costituzione - riduce i deputati da 630 a 400 con la conseguenza che anche i deputati eletti all'estero passano da 12 a 8. I senatori da 315 diventano 200 e i sei senatori all'estero diventano quattro. Viene stabilito inoltre che nessuna Regione possa avere un numero di senatori inferiore a tre (nella Costituzione vigente sono sette). Cambia anche l'articolo 59 sui senatori a vita: "Il Presidente della Repubblica - recita il nuovo testo - può nominare senatori a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Il numero complessivo dei senatori in carica nominati dal Presidente della Repubblica non può in alcun caso essere superiore a cinque".

La nuova legge si applica "a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi sessanta giorni dalla predetta data di entrata in vigore".