Riforme, Casellati: modifiche Costituzione con coinvolgimento ampio

Pol/Bac

Roma, 18 nov. (askanews) - "Mettere mano alla Costituzione, anche solo per modificarne singoli aspetti, esige che ciò avvenga attraverso un dibattito che, al di là delle procedure formali previste, implichi il coinvolgimento concreto di tutte le forze politiche e un'apertura costante al dialogo con la società. Perché la Costituzione è il patto fondativo della convivenza civile nei cui principi fondamentali tutti hanno il diritto di identificarsi e nei cui equilibri istituzionali ciascuno deve sentirsi garantito". Lo ha detto il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nel corso della lectio magistralis al Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara.

Per la seconda carica dello Stato "affrontare il tema delle riforme istituzionali significa calarsi in un dibattito ultratrentennale in cui molto spesso le prospettive di ammodernamento della Costituzione si sono intrecciate con le vicende politiche contingenti. Circostanza che ne ha inevitabilmente condizionato il percorso parlamentare o l'entrata in vigore. Eppure il dibattito in materia continua ad essere di persistente attualità".

Alla luce di questo dibattito, ha osservato, "il primo interrogativo da affrontare riguarda le ragioni storiche, giuridiche e politiche che sono alla base dell'esigenza rinnovatrice della seconda parte della Costituzione".

"Dalle elezioni politiche del 1994, svolte con metodo maggioritario - ha ricordato Casellati - è emerso, infatti, un sistema partitico completamente rinnovato, caratterizzato da un bipolarismo di coalizione che avrebbe assunto forma più definita nelle successive tornate elettorali. Un nuovo modello di partecipazione politica che nell'esigenza di una revisione della Costituzione e dei suoi equilibri istituzionali, rinviene la via preferenziale per meglio integrarsi e rispondere alle esigenze della collettività. Che sono poi l'esigenza di una maggiore stabilità degli esecutivi, di una più efficiente e rapida azione legislativa, di una più ampia responsabilizzazione delle Regioni e degli Enti locali, di una più diretta partecipazione degli elettori al processo democratico".

Ma, ha rimarcato Casellati "come è stato autorevolmente osservato, infatti, 'se si rimane all'interno di una concezione legale della revisione costituzionale come potere costituito e derivato dalla Costituzione, allora possono ammettersi anche estese revisioni del testo costituzionale, a condizione però che si preservi il nucleo fondamentale della Costituzione originale'. Ciò significa che travalicare questo limite porrebbe il Parlamento di fronte all'esercizio, inammissibile, di un potere che la Costituzione non gli riconosce".