Riforme, Ceccanti (Pd): il nostro sì ad un contesto di riforme

Pol/Bac

Roma, 1 ott. (askanews) - "Il sì che abbiamo espresso poco fa in Commissione alla riduzione dei parlamentari non va inteso a sé stante, ma, come da programma di Governo, come sì contestuale ad un disegno coerente di riforme". Lo afferma in una nota il deputato del Pd, Stefano Ceccanti.

"In primo luogo - osserva - abbiamo richiesto al presidente Fico di convocare la Giunta per il Regolamento e i nostri colleghi senatori hanno fatto lo stesso con la presidente Casellati: sono molto ampi gli interventi che si richiedono nei Regolamenti in quanto conseguenti alla riduzione dei parlamentari per configurare soluzioni efficienti ed equilibrate e cercando un nuovo equilibrio tra voto a data certa e riduzione dell'uso della fiducia".

In secondo luogo, spiega, "si tratta di ripensare la legge elettorale, anche tenendo conto dei problemi specifici che si pongono al Senato per la riduzione molto forte dei seggi nelle regioni medio-piccole, oltre che degli interrogativi di fondo rispetto al sistema ibrido oggi vigente".

"In terzo luogo si tratta - dice ancora - di trovare soluzioni per rafforzare il Parlamento rimuovendo le differenze ingiustificate (elettorato attivo e passivo, base regionale), il peso eccessivo dei delegati regionali nel collegio per eleggere il Capo dello Stato e per rimuovere la carenza più evidente emersa negli scorsi mesi, la presenza dei presidenti di Regione in Senato nella votazione delle leggi sull'autonomia differenziata. In tal modo verrà valorizzato sia il Parlamento sia l'insieme del sistema regionale per dare alle singole scelte il significato non di tante trattive bilaterali, ma di sviluppo coerente di insieme delle autonomie. Inoltre si tratta di riflettere sulla possibilità di valorizzare il Parlamento in seduta comune, in cui si potrebbe svolgere sia il voto di fiducia iniziale ai Governi sia la presentazione e la votazione di mozioni di sfiducia costruttiva, in cui si prospetti in positivo un'alternativa all'esecutivo in carica".

"Per queste ragioni abbiamo votato sì al mandato al relatore, al Presidente della commissione Brescia, mentre avevamo chiesto e ottenuto in precedenza la revoca del mandato al capogruppo leghista Iezzi, oggi assente, e quindi non in grado di rispondere positivamente alle richieste nostre e dei gruppi di Leu e Iv sul contesto delle riforme, a cui invece ha dato piena disponibilità il gruppo M5S", conclude.