Riforme, Ceccanti: Pd vota sì perchè c'è accordo complessivo

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Roma, 7 ott. (askanews) - "Non è che votiamo sì perché siamo in maggioranza e basta, noi votiamo sì perché quell'accordo di maggioranza ha contenuto quel punto 10 che ora stiamo sviluppando negli accordi di maggioranza e che offriamo all'opposizione. È un contesto su cui lavoriamo insieme". Lo ha detto Stefano Ceccanti, deputato Pd intervenendo in Aula sulla riforma per il taglio dei parlamentari.

"Ci dice qualcuno, anche sui social: ma voi vi fidate a votare oggi un testo, mentre gli altri impegni sono successivi e potrebbero essere disattesi? Ma se noi facciamo insieme un governo, un governo per governare l'Italia fino al 2023, non ci dovremmo fidare reciprocamente anche di questo? - chiede Ceccanti - Allora, non avremmo dovuto fare il governo, ma, se abbiamo fatto il governo, ci fidiamo reciprocamente che questa maggioranza saprà dare il meglio di sé".

"A noi del gruppo del PD, come al gruppo Italia Viva e come al gruppo di LEU, capita oggi un compito delicato perché abbiamo l'onere della prova di spiegare perché, in quarta votazione, votiamo sì a un testo su cui abbiamo votato no nelle precedenti tre votazioni - ha ammesso Ceccanti -. È una cosa sempre difficile perché, di fronte a un contesto nuovo, non è facile spiegare una scelta nuova e si rischia di non essere compresi. Noi non abbiamo mai avuto una contrarietà di principio alla riduzione del numero dei parlamentari ed è difficile per qualsiasi forza politica dire di avere una contrarietà di principio".

L'esponente del Pd però avvisa che su altri temi non sarà altrettanto facile trovare un accordo: "Se qualcuno vuole proporre di cambiare l'articolo 67 della Costituzione, il divieto di mandato imperativo, noi gli ricorderemo che quello è un principio supremo non modificabile neanche per revisione costituzionale al di là della concreta formulazione, perché non si può trasformare un'Assemblea parlamentare in un insieme di delegazioni dipendenti da un vertice di partito".

"Se qualcuno vorrà ancora difendere la prescrizione senza limite, che è in vigore nel nostro ordinamento per errore del precedente governo, gli ricorderemo che noi non possiamo difenderla, perché viola la ragionevole durata del processo (articolo 111). Se qualcuno vorrà sostenere il sorteggio - lo dico al Ministro Bonafede - noi gli ricorderemo che non possiamo votarlo, perché il sorteggio viola per il CSM l'elettività sancita in maniera netta dall'articolo 104 della Costituzione", ha concluso Ceccanti.