Riforme, manovra, ambiente: i dieci punti di Di Maio al Quirinale

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Roma, 22 ago. (askanews) - "Abbiamo informato il capo dello Stato di quelli che secondo noi sono gli obiettivi prioritari per l'Italia. Sono dieci impegni che abbiamo preso con gli italiani e che secondo noi devono essere portati a compimento". Così Luigi Di Maio, capodelegazione del Movimento 5 stelle, al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riassunto i paletti programmatici coi quali la sua formazione offre la disponibilità a una nuova esperienza di governo con la quale chiudere la crisi aperta dalla Lega. I punti sono dieci ma i temi citati sono molti di più, di fatto un vasto programma di legislatura.

"Uno: il taglio del numero dei parlamentari. Manca un solo voto - ha sottolineato parlando di fronte alle telecamere e ai giornalisti riuniti al Quirinale per le Consultazioni - per completare la riforma, deve essere un obiettivo di questa legislatura e deve essere prioritario nel calendario in aula. Non la daremo vinta a chi vuole tenersi stretti 345 parlamentari in più".

"Due: una manovra equa, che preveda - ha spiegato - lo stop all'aumento dell'Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all'emergenza abitativa. Gli italiani rischiano di pagare 600 euro a famiglia in più nel 2020 e questo dobbiamo impedirlo assolutamente. Avevamo promesso di abbassare le tasse per le imprese che assumono e va fatto. Ci sono ancora centinaia di norme fiscali inutili che hanno prodotto centinaia di tasse occulte per le imprese. Va dichiarato illegale qualsiasi stipendio da due-tre euro all'ora e servono misure per il sostegno alle nascite e alla disabilità".

"Tre: cambio di paradigma - ha detto ancora il capo politico dei 5 stelle - sull'ambiente: un'Italia 100 per cento rinnovabile. Dobbiamo realizzare un green new deal che nei prossimi decenni porti l'Italia verso l'utilizzo di fonti rinnovabili al 100 per cento. Tutti i piani di investimento pubblici dovranno avere al centro la tutela dell'ambniente, la questione dei cambiamenti climatici e la nascita di nuove imprese legate a questo settore. Basta con gli inceneritori e le trivelle, sì all'economia circolare, alla ecoinnovazione e norme contro l'obsolescenza programmata. Una legge sui rifiuti zero e investimenti pubblici sulla mobilità sostenibile".

"Quattro: una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai. L'Italia - ha sostenuto ancora il vicepremier uscente - ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e serve una riforma della Rai ispirata al modello modello Bbc inglese. Se i cittadini pagano il canone, hanno diritto a una tv di qualità".

"Cinque: dimezzare i tempi della giustizia, riformare il metodo di elezione del Consiglio superiore della magistratura. I cittadini e le imprese - ha sottolineato - hanno bisogno di una giustizia efficace e veloce. Noi abbiamo pronta una riforma che porta al massimo a quattro anni i tempi per una sentenza definitiva".

"Sei: autonomia differenziata e riforma degli enti locali: va completato - ha precisato Di Maio - il processo di autonomia differenziata richiesto da Veneto Lombardia ed Emilia Romagna, istituendo contemporaneamente i livelli essenziali di prestazioni per tutte le altre regioni, per garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli di qualità dei servizi. Va anche avviato un serio piano di riorganizzazione degli enti locali, abolendo gli enti inutili".

"Sette: legalità. Carcere ai grandi evasori, lotta alle mafie e ai traffici illeciti. L'evasione fiscale - ha ricordato il capodelegazione del M5S al Quirinale - oggi costa agli italiani decine di miliardi di euro. E' necessario intervenire per tutelare i cittadini onesti colpendo innanzitutto i grandi evasori con il carcere. Serve una maggiore tracciabilità dei flussi finanziari e un inasprimento pene per i reati finanziari per contrastare i traffici illeciti delle mafie. Serve un serio contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina e alla tratta degli esseri umani con politiche mirate dell'Unione europea nei paesi di provenienza e transito, oltre alla modifica del regolamento di Dublino".

"Otto: un piano straordinario - ha detto ancora Di Maio - di investimenti per il Sud, anche attraverso l'istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriasle del nostro Paese".

"Nove: una riforma del sistema bancario che separi - ha spiegato - le banche d'investimento da banche commerciali. Se metto in banca i miei soldi voglio sapere se vengono investiti in economia reale o qualcuno li gioca in Borsa".

"Dieci: tutela dei beni comuni. La scuola pubblica è un bene comune, serve - ha osservato - prima di tutto una legge contro le classi pollaio e che valorizzi la funzione dei docenti. L'acqua è un bene comune, bisogna approvare subito la legge sull'acqua pubblica. La nostra sanità va difesa spezzando il legame fra politica regionale e sanità, valorizzando il merito. Le nostre infrastrutture sono beni pubblici pagati dai cittadini, che appartengono ai cittadini ed è per questo che va avviata la revisione delle concessioni autostradali. La cittadinanza digitale va riconosciuta ad ogni cittadino italiano dalla nascita, per favorire l'accesso alla partecipazione democratica, all'informazione e per favorire la trasformazione tecnologica", ha concluso Di Maio.