Riforme, Occhiuto (Fi): sì a taglio eletti ma per M5s è spot

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Roma, 8 ott. (askanews) - "Oggi votiamo la riduzione del numero dei parlamentari per la terza volta, la voteremo come nel 2005 quando l'abbiamo proposta per la prima volta nella riforma costituzionale del centrodestra ma non la votiamo perché prevede una riduzione dei costi della politica perché la democrazia non ha costo. Non siamo quelli della casta". Lo ha detto il deputato Fi Roberto Occhiuto, in aula alla Camera, in dichiarazione di voto sul taglio del numero dei parlamentari.

"Avevamo la preoccupazione di essere confusi con M5s - ha spiegato - dovevamo decidere tra due opposte esigenze: differenziarci dal populismo e rimanere coerenti con il programma di Fi e del centrodestra che una riforma costituzionale l'aveva approvata nel 2005 e prevedeva tra le altre cose anche la riduzione del numero dei parlamentari. Se c'è un gruppo che non può essere tacciato di avere prossimità con M5s è Fi: non abbiamo governato con loro, non ci governiamo, non ci governeremo domani".

"Oggi abbiamo scelto di votare a favore di una legge che interpreta una parte del contenuto della nostra riforma del 2005 che certo era complessiva. Tuttavia il numero dei parlamentari può essere ridotto ma la necessità di una nuova legge elettorale e di un nuovo funzionamento delle camere resta altrimenti c'è un danno per i cittadini perché si riduce la rappresentanza di alcuni territori e si creano assemblee oligarchiche", ha sottolineato Occhiuto.

"La verità - ha continuato Occhiuto - è che a voi non interessa che il nostro sistema elettorale sia più funzionale ma vi interessa l'ennesimo spot contro il Parlamento e contro le istituzioni. Il taglio dei parlamentari non è una vostra invenzione, se ne parla da 30 anni e per due volte è stato approvato: nel 2005 e nel 2015. Poi bocciato dal referendum. Non siete voi ad avere inventato la riduzione. Voi M5s avete fatto un'alleanza coi vostri peggiori nemici pur di rimanere qua dentro, usando a pretesto la riduzione delle poltrone ma non le vostre, quelle di chi verrà dopo di voi. Se questa è l'onestà, il paese ne ha le tasche piene del vostro modo di essere onesti".

"Per il Pd - ha concluso - il voto sulla riduzione dei parlamentari è il biglietto di ingresso da pagare per stare seduti sulle poltrone del governo. Il taglio dei parlamentari è cosa fatta, basta alibi, ora mettetevi a lavorare sui problemi degli italiani, avete tagliato le poltrone ma non ci dite come volete ridurre le tasse. Gli italiani non vi giudicheranno perché avete ridotto le poltrone di quelli dopo di voi ma su come avete usato la poltrona oggi per risolvere i problemi".