**Riforme: su voto fuori sede stop Viminale per amministrative in autunno**

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Roma, 25 mag. (Adnkronos) – Preoccupazioni legate all'integrità del processo elettorale, alla segretezza del voto e anche ai tempi di approvazione del Parlamento della legge per consentire il voto ai fuori sede. Queste le motivazioni con cui oggi, in una riunione con i membri della commissione Affari costituzionali, il Viminale ha frenato sul voto ai fuori sede alle prossime elezioni amministrative in autunno.

Uno dei principali problemi riguarda il fatto che le schede elettorali dovrebbero 'viaggiare' dal comune di appartenenza a quello in cui ci si trova per ragioni di studio. Inoltre, fino a che le schede non tornano indietro, non si può cominciare lo spoglio e questo potrebbe ritardare i tempi dei risultati elettorale. Insomma, a quanto riferiscono fonti parlamentari, il rischio sarebbe quello di inserire un granello di sabbia che potrebbe far andare in tilt gli ingranaggi della macchina elettorale.

Nella riunione di oggi, si riferisce ancora, il Viminale (era presente il sottosegretario Ivan Scalfarotto) ha messo in chiaro che non c'è nessuna contrarietà al voto fuori sede e che anzi, tolte le amministrative, si può pensare di farlo per le elezioni politiche, europee e per i referendum come si fa già adesso per i militari: nel caso delle politiche si vota il candidato del collegio in cui ci si trova e non quello della città di residenza. Altro problema sono anche i tempi dell'iter parlamentare: in ogni caso la legge per i fuori sede dovrebbe essere approvata in Gazzetta entro fine luglio, agosto al massimo per essere applicata alle amministrative che si svolgeranno tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Il tempo stringe e per l'approvazione servono due – tre, in caso di modifiche – passaggi parlamentari.