Rigopiano, suicida il generale Conti: “Quelle vittime pesano come macigni"

Rigopiano: sei indagati per la tragedia dell’albergo sotterrato dalla valanga

“Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma”.

Guido Conti, generale dei carabinieri forestale in congedo che aveva seguito la costruzione della Spa dell’Hotel Rigopiano, si è tolto la vita e ha lasciato alcune lettere di addio in cui spiega le motivazioni del suo folle gesto. L’agenzia AdnKronos ha pubblicato alcune parti di questi scritti.

Nonostante l’assenza di vittime nella struttura di cui si era occupato, il generale non si dava pace: “Questo non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: Potevo fare di più?”.

Nella valanga che ha travolto l’Hotel Rigopiano, avvenuta lo scorso 18 gennaio, sono morte 29 persone.

Guido Conti si è ucciso con un colpo di pistola alla tempia destra esploso con una pistola calibro 9, alle pendici del monte Morrone.

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