Rigopiano, avv. Reboa: fascicolo per D'Alfonso potrebbe riaprirsi

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Roma, 3 dic. (askanews) - "Né io, né i colleghi del mio team, avv.ti Gabriele Germano, Massio Reboa, Silvia Rodaro, Maurizio Sangermano e Roberta Verginelli, avevamo proposto opposizione all'archiviazione per alcuni indagati in quanto condividevamo e condividiamo sul punto le posizioni della Procura della Repubblica di Pescara. Quindi non siamo stupiti dell'ordinanza odierna del Gip, dr. Nicola Colantonio. Registriamo viceversa con soddisfazione che la stessa costituisce un maglio giurisprudenziale a carico degli attuali imputati". Lo ha dichiarato l'avvocato Romolo Reboa in ordine al rigetto delle opposizioni all'archiviazione del processo Rigopiano.

"Infatti ritengo - ha aggiunto - che difficilmente il Gup, dr. Gianluca Sarandrea, quando dovrà decidere dei rinvii a giudizio, potrà ignorare che il proprio collega ha affermato che la morte di 29 persone non è attribuibile a cause naturali. Significativo è che il dr. Colantonio abbia scritto: 'Subito, è buona regola attestare che, come accertato dai consulenti del P.M., le scosse sismiche, che hanno colpito la zona, non hanno avuto effetti eziologici diretti nel verificarsi della formazione e nel distacco della valanga'. Non solo, ma il dr. Colantonio, ha aggiunto, commentando l'operato dei PM, che essi 'sulla scorta di rilievi precisi, completi e tecnicamente ineccepibili, procedevano all'analisi di tutti gli aspetti di fatto e giuridici necessari per addivenire alla esatta ricostruzione della vicenda, nonché per delineare la posizione processuale di tutti i soggetti che possono avere partecipato alla causazione degli eventi infausti2. Ciò - sottolinea - in termini logico / giuridici è un giudizio di condanna per gli attuali imputati, quantomeno per i principali di essi, atteso che il Magistrato ha rafforzato il proprio pensiero scrivendo che 'coerenti e tecnicamente ineccepibili sono le valutazioni giuridiche formulate dal P.M.'".

"Qualche perplessità l'abbiamo, viceversa - osserva - sul giudizio assolutorio formulato nei confronti dell'ex Presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, on. Luciano D'Alfonso, solo perché, avendo dichiarato formalmente lo stato di emergenza in data 12 gennaio 2017, avrebbe dovuto essere informato formalmente dal Sindaco di Farindola della situazione delle turbine nel Vestino. Come ho affermato in aula, l'on. D'Alfonso era una sorta di re delle turbine e, quindi, sul punto le indagini, a nostro avviso, andavano approfondite". L'avv. Reboa conclude sul punto: "L'ordinanza di archiviazione non deve lasciare sogni tranquilli all'on. Luciano D'Alfonso: infatti le indagini difensive degli avvocati e dei giornalisti d'inchiesta hanno portato, negli ultimi giorni, a scoperte molto importanti e, quindi, in presenza di nuovi elementi, il fascicolo a carico dell'ex Presidente potrebbe riaprirsi".