Rigopiano, avvocato: critiche Usa a gestione di udienza a Pescara

Cro/Ska

Roma, 28 set. (askanews) - L'avv. Massimo Reboa è stato associato nella difesa delle famiglie delle vittime della strage di Rigopiano in seno al team che fa riferimento al proprio padre e capostudio, avv. Romolo Reboa. Dato che esercita la professione forense principalmente negli Stati Uniti, l'occhio dell'avv. Massimo Reboa è un filtro internazionale qualificato per giudicare ciò che avviene in Italia. Il professionista, si legge in una nota, è rimasto sconcertato su ciò che è successo all'udienza avanti al GUP di venerdì 25 Settembre. "Il fatto che, dopo l'appello ed il deposito della costituzione di parte civile del mio assistito, il processo sia stato sospeso è incomprensibile per me che esercito la professione anche negli Stati Uniti", ha dichiarato l'avv. Massimo Reboa. "Negli Stati Uniti, una volta esercitata l'azione penale, non c'è più un problema di prescrizione del reato. Ciò che si prescrive è il processo, in dipendenza dell'imputato al cosiddetto speedy trial, un processo rapido. Se questo diritto risulta violato, l'imputato sarà prosciolto per sempre e l'accusa per lo stesso fatto non potrà mai più essergli rivolta. Quindi, quando s'inizia una fase processuale, non ci sono pause o rinvii, si va avanti per lunghe ore e giorni, sino alla decisione".

La conclusione dell'avv. Massimo Reboa è lo specchio di come le vicende giudiziarie italiane vengo vissute negli Stati Uniti: "Dopo che i colleghi americani hanno letto sui giornali che un processo dell'importanza di quello di Rigopiano è stato sospeso e poi rinviato dopo l'appello, il loro commento è stato umiliante per me che sono orgoglioso di essere avvocato anche in Italia: voi Italiani vi vantate di essere la culla della civiltà giuridica, ma dovete imparare dall'America come si gestiscono i processi".