Rimini, divieto di balneazione per escherichia coli

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Molto divertimento ma stop temporaneo ai bagni in mare. Nella giornata di lunedì 29 luglio 2019 Arpae ha eseguito infatti i prelievi nelle acque di balneazione lungo la costa emiliano-romagnola, come previsto dal calendario programmato e stabilito dalla Regione Emilia Romagna. I risultati purtroppo sono molto deludenti.

Escherichia coli e enterococchi

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha emesso difatti martedì 30 luglio un divieto temporaneo di balneazione in 13 punti del litorale di Rimini, due a Riccione, due a Cattolica. A monte di tale decisione lo sforamento dei parametri di legge di escherichia coli e enterococchi. Appena l’alert è stato emesso, lungo le spiagge sono state così subito issate le bandiere bianche e rosse per indicare il divieto di balneazione temporanea.

“Una prima lettura delle analisi a 24 ore dall’allestimento ha permesso di evidenziare in data odierna il superamento dei limiti normativi in diciotto acque di balneazione“, chiariscono gli esperti Arpae. Stop infatti ai bagni in mare finché le acque non torneranno più pulite anche in due zone a Lido di Volano (Ferrara), e poi un’area a Savignano, a Cesenatico e San Mauro, nella provincia di Forlì-Cesena.

Problema temporaneo

Il problema probabilmente è stato causato dall‘apertura degli scarichi fognari che si è resa necessaria per via delle forti piogge di domenica 28 luglio. L’Arpae ha eseguito difatti nuovi prelievi martedì e se mercoledì i parametri rientreranno nella norma, la balneazione sulle coste riminesi non sarà più vietata.