Rinnovabili-circolarità-inclusione: 3 direttrici transizione ecologica

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Roma, 1 ott. (askanews) - Si è tenuto nella mattinata di mercoledì 29 settembre l'evento 'Business Ambition 1.5°: the role of young business leaders to achieve the objectives of the Paris Agreement' promosso dall'UN Global Compact Network Italia in modalità mista (online/ in presenza a Milano) nell'ambito dell'iniziativa All 4 Climate - Italy 2021, che riunisce tutti gli eventi dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno in Italia quest'anno e in particolare in occasione della preCOP26 di Milano.

L'incontro è stato sponsorizzato da BNL - BNP Paribas ed Enel, aziende aderenti al Global Compact delle Nazioni Unite e Membri Fondatori del Network Italiano e ha voluto analizzare e valorizzare il ruolo del settore privato nell'affrontare i cambiamenti climatici e nel contribuire a raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

L'alta presenza istituzionale, rappresentata dal Ministro italiano della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, dal Commissario Generale d'Italia presso Expo Dubai 2020 Paolo Glisenti e dall'High-Level Climate Champion per la COP26 Nigel Topping, nonché il carattere di priorità e rilevanza delle tematiche connesse al Clima, hanno contribuito ad avere una larga partecipazione sia in presenza che da remoto da parte di aziende, istituzioni e organizzazioni stakeholder.

'Le aziende aderenti all'UN Global Compact sono realtà fortemente impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici e attuano soluzioni concrete per ridurre le proprie emissioni, con obiettivi ambiziosi al 2030 e al 2050: oltre 1800 aziende sono impegnate nell'iniziativa Science-based Targets, di cui più di 900 sono europee a testimonianza del ruolo di leadership che il nostro continente sta giocando e vorrà giocare anche nel futuro su queste tematiche. Anche le imprese italiane stanno accelerando i propri sforzi - con il settore dell'energia in prima linea - per coinvolgere tutti gli anelli della catena del valore del comparto manifatturiero e dei servizi in questa sfida globale ha affermato Marco Frey, Presidente dell'UN Global Compact Network Italia.

Questa call to action al settore privato è stata ripresa anche dal messaggio dell'High-Level Climate Champion per la COP26 Nigel Topping, che ha avvertito 'nel contesto internazionale attuale, in cui i Contributi Nazionali (NDCs) presentati dai Governi non hanno portato ai progressi auspicati per contrastare i cambiamenti climatici e si rischia di perdere l'occasione di raggiungere la 'race to zero', è prioritario accelerare l'ambizione sulla riduzione delle emissioni per contenere l'aumento della temperatura globale entro 1.5°. I disastri ambientali e gli eventi climatici estremi degli ultimi mesi hanno, infatti, dimostrato che ogni grado è fondamentale per proteggere il nostro futuro. Il settore privato si sta distinguendo nel promuovere e attuare un radicale cambiamento nell'economia nella direzione dell'obiettivo net-zero al 2050, ma solo se Governi e le aziende si mobilitano insieme, secondo il modello dell'ambition loop, è possibile generare una svolta trasformativa in ogni settore dell'economia.

Il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha sottolineato l'impegno dell'Italia in questo contesto. 'Come parte dell'Europa siamo chiamati a fare la nostra parte nella lotta ai cambiamenti climatici in un'ottica di inclusione, supportando anche i Paesi più svantaggiati nella sfida globale della decarbonizzazione e implementando politiche e nuove tecnologie abilitanti. Dobbiamo porci l'obiettivo fondamentale di decarbonizzare tutti i settori produttivi attraverso l'eliminazione progressiva dei combustibili fossili e l'incremento dell'elettrificazione e dei mix energetici che provengono da risorse rinnovabili (fino al 72% entro il 2030). Ma possiamo contribuire alla decarbonizzazione anche indirettamente, promuovendo modelli economici circolari che valorizzano i rifiuti ed efficientano il consumo di energia non solo a livello di produzione industriale ma anche di abitazioni e mobilità. Inoltre, dobbiamo agire a livello di riduzione 'passiva' delle emissioni, proteggendo e ristorando la natura, gli oceani, la terra e le foreste e il potere intrinseco di questi elementi di catturare il biossido di carbonio.

Dalla tavola rotonda, moderata come tutto l'evento da Pietro Bertazzi, Global Director, Policy Engagement and Extenal Affairs, CDP - a cui hanno partecipato i Direttori Esecutivi dei Network Locali UNGC UK e Italia, Steve Kenzie e Daniela Bernacchi; Carlo Tamburi, Head of Italy, Enel; Elena Goitini, AD di BNL e Responsabile per l'Italia di BNP Paribas; Miguel Setas, Membro Esecutivo del Board di EDP Energias de Portugal; e Andrea Beye, PhD Fellow della Copenaghen Business School, sono emersi importanti spunti di riflessione.

Allo stato attuale, l'engagement e il commitment del settore privato nella lotta ai cambiamenti climatici si trova a un livello senza precedenti: la sostenibilità in generale e l'attenzione all'ambiente in particolare sono punti chiave per il business che vanno ben oltre le strategie aziendali di breve periodo. Scelte di business legate alla sostenibilità, infatti, garantiscono un'impresa resiliente e competitiva nel futuro. Il momento attuale, è inoltre, caratterizzato da una forte attenzione politica nonché finanziaria su queste tematiche: le ingenti risorse del Next Generation EU - concretizzate nel PNRR italiano - e gli strumenti di finanza orientati alla sostenibilità come i Green Bond o gli SDG-linked Bond, rappresentano un'opportunità senza precedenti per allocare risorse verso gli obiettivi ambiziosi prefissati con l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e l'Accordo di Parigi. Nonostante queste buone notizie, non si può non sottolineare l'urgente momento critico in cui le aziende e la comunità internazionale si trovano ad agire: lo scenario globale di innalzamento della temperatura globale è pericolosamente stimato sui 3° C, bisogna dunque agire subito e velocemente, tenendo conto dei diversi attori e realtà specifiche sui quali la transizione sta impattando. È necessario, infatti, che le imprese coinvolgano nella loro strategia di riduzione delle emissioni tutta la catena del valore, raggiungendo obiettivi sfidanti anche per le emissioni indirette (scope 3). Bisogna inoltre considerare le differenze geografiche al livello globale: se l'Europa si appresta a giocare il ruolo di leader della transizione, altri Paesi rischiano di rimanere indietro. Lo sforzo sul piano politico, deve essere quindi quello di includere tutti i Paesi del mondo, realizzando veramente la just transition e la climate justice.

Tra le soluzioni concrete che le aziende possono utilizzare per poter implementare la transizione, vi è sicuramente quella di investire sull'economia circolare: supportando il passaggio e l'affermazione di nuovi paradigmi economici che massimizzano il valore nelle varie fasi del ciclo del prodotto, , partendo dalla riprogettazione del prodotto, per proseguire con la scelta delle materie prime attraverso il green procurement, creando un loop circolare tra produzione e rifiuto. Questo potrà portare anche all'esplorazione di nuovi mercati e opportunità, così come alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Un altro driver fondamentale per favorire la transizione è il capacity building, ossia l'investimento in formazione all'interno dell'azienda ed al suo esterno, a partire dalla propria catena di fornitura, per diffondere la cultura della sostenibilità e favorire il cambiamento, riservando un'attenzione speciale alle piccole e medie imprese che sono così importanti per il tessuto imprenditoriale nazionale. È, inoltre, fondamentale coinvolgere i giovani e le nuove generazioni in questi percorsi, da un lato contribuendo ad accrescere le loro competenze e dall'altro creando le condizioni per un dialogo attivo e costruttivo che permetta di valorizzare la loro spinta innovativa e il loro ingaggio attivo nelle questioni climatiche.

L'investimento in nuove tecnologie ed innovazione è un elemento fondamentale se si vogliono cogliere realmente le opportunità offerte dal contesto internazionale e nazionale. Le aziende sono chiamate a lavorare in partnership anche con altri attori come il settore finanziario o l'accademia per sviluppare soluzioni innovative per il futuro, con priorità agli obiettivi di favorire l'elettrificazione totale dei servizi e l'utilizzo di energia che provenga da fonti 100% rinnovabili. Questi target sono fondamentali se vogliamo raggiungere emissioni nette zero al 2050.

In ultima istanza, si è sottolineata l'aspettativa di tutti gli attori, specialmente il settore privato, per l'imminente appuntamento della COP che si svolgerà a novembre a Glasgow: la call to action è di continuare a tenere alto il livello di ambizione, garantendo però un supporto alle imprese in termini di risorse e strumenti e un allineamento più generalizzato degli standard - soprattutto europei - relativi al reporting e alla classificazione delle attività economiche rispetto all'impatto ambientale, di cui un esempio significativo è la Tassonomia Europea.

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