Rinnovabili, 'sindrome nimby' ostacolo a raggiungimento obiettivo 2030 - Cingolani

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Il ministro italiano per la transizione ecologica Roberto Cingolani durante la conferenza Youth4Climate

MILANO (Reuters) - La 'sindrome nimby' potrebbe essere un ostacolo per il raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione al 55% nel 2030 in Italia, che prevede la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile per circa 8 GW l'anno.

E' il timore espresso dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso dell'Italian energy summit organizzato da Il sole 24-Ore.

L'acronimo nimby (dall'inglese Not In My Back Yard) indica le resistenze delle comunità locali a realizzare opere nel proprio territorio.

"Abbiamo un piano molto ambizioso che segue i target dell'accordo di Parigi di decarbonizzazione al 55% al 2030 rispetto ai valori del 1990, il che vuol dire che oltre il 70% della nostra elettricità sarà prodotta da rinnovabili, e quindi impiantare circa 70 gigawatt di impianti fotovoltaici ed eolici nei prossimi 10 anni. Una cosa colossale", ha sottolineato il ministro.

Secondo il ministro si tratta di "un obiettivo molto ambizioso", ma che presenta anche diversi problemi legati in particolare alle aste, "che devono essere attrattive per gli investitori e per chi fa gli impianti. I prossimi cinque anni abbiamo già pianificato quando saranno le aste e chi vuole partecipare riuscirà a fare una pianificazione", ha aggiunto.

Il timore espresso dal ministro è tuttavia legato alla difficoltà su dove realizzare questi impianti e, soprattutto, le eventuali resistenze delle comunità locali.

"Dobbiamo vedere a livello regionale dove piazzare questi impianti. Abbiamo il solare e l'eolico onshore e offhore, ci sono anche altre forme come il geotermico, si tratta di individuare le zone, temo molto la sindrome nimby: tutti vogliono l'impianto rinnovabile ma non nel proprio territorio. La collaborazione fra Stato ed enti locali deve essere formidabile e se non riusciamo a mettere gli 8 gigawatt all'anno non riusciremo a stare nei target previsti. Abbiamo una roadmap chiara, seguiamola", ha spiegato Cingolani.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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