Rinviata la sentenza per l'uomo accusato di aver spinto nel Tevere un ragazzo americano: ha il Covid

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AGI - È slittato al 2 dicembre prossimo, per la discussione e la sentenza, il processo di secondo grado per la morte del 19enne studente americano Beau Solomon, annegato nel Tevere la sera del 30 giugno 2016. La corte d'assise d'appello di Roma è stata informata dalla direzione del carcere di Regina Coeli che l'imputato Massimo Galioto, attualmente detenuto per la morte di un ciclista romeno avvenuta lo scorso maggio, si trova in isolamento sanitario fiduciario ed è in attesa di tampone per il coronavirus.

Per questa ragione, la polizia penitenziaria non era in condizione di tradurlo in udienza. Il sostituto pg Mario Ardigò, come già anticipato in una memoria messa a disposizione delle parti, chiederà la condanna del clochard a 18 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Galioto, il 21 giugno 2019 era stato assolto dalla corte d'assise, per non aver commesso il fatto, dall'accusa, più grave, di omicidio volontario. La procura ne aveva chiesto la condanna al carcere a vita.

Secondo quanto emerso dal primo dibattimento, lo studente americano, che la sera della tragedia versava in uno stato di "franca ubriachezza", si trovò a litigare con Galioto sulla banchina di Ponte Garibaldi alla ricerca del portafoglio che a suo dire alcuni stranieri gli avevano rubato. Nel corso dell'alterco, sarebbe stato l'imputato a "smanacciare" e a "percuotere" Solomon che, già malfermo sulle gambe, cadde in acqua e morì per annegamento, come rilevato in sede di autopsia. Il cadavere fu trovato nel fiume solo quattro giorni dopo.